Studio dentistico Mauro Savone
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Senso civico dubbio, e mamma contro figlia [aggiornato]

il blog di un dentista

Due giorni fa, affacciatomi dall'entrata esterna del mio studio, mi accorgo che lo spazio calpestabile antistante l'ingresso, un cortiletto privato confinante col marciapiede del corso di Cecchina (e diviso dal marciapiede da una ringhiera in ferro battuto, che non lascia dubbi sulla sua natura privata) era diventato ricettacolo di mozziconi di sigaretta, fazzoletti di carta appallottolati, plastiche di merendine e altri rifiuti di natura diversa; dopo i 30 secondi di sorpresa (e di accorati auguri alle persone responsabili di quello scempio) rientro per andare a prendere scopa e paletta, e riattraversando la sala d'attesa, vedo un piccolo oggetto bianco a terra. Mi chino per guardare meglio, e il fluire di maledizioni si accentua: si trattava infatti di una cicca di gomma da masticare che qualcuno aveva pasteggiato a lungo (testimoni ne erano le impronte delle cuspidi dei molari ancora perfettamente visibili) e poi sputato in un angolo del mio pavimento nel massimo della disinvoltura.
Un chewing gum sputato sul pavimento di una sala da attesa. Neppure appiccicato sotto una delle sedie (ed ora che ci penso, meglio andare a controllare che non stiano anche lì) ma proprio sputato in bella vista a terra, all'interno di uno studio medico per giunta.
Spazzo via i rifiuti nel cortiletto, rimuovo il corpo del reato con campioni di DNA annessi dal pavimento della sala d'attesa, e rientro cercando di pensare ad altro.

Ieri: ricevo una mia giovane paziente di ortodonzia, accompagnata dalla mamma; rispetto all'ultimo appuntamento, già dal breve sorriso che accenna prima di entrare, noto un evidente miglioramento avvenuto in sole 4-5 settimane, unica pecca un dente che ha continuato a spostarsi oltre le mie intenzioni a causa di un elastico troppo efficiente, e che quindi ha appena scavalcato quello vicino. La ragazza accenna appena a questo problema, ma è entusiasta del miglioramento, la madre invece non fa che lamentarsi di come sua figlia sia "diversa" da prima, e che non devo correggere troppo la posizione dei suoi denti perché si rischierebbe di farli diventare "troppo precisi al punto da farli sembrare finti"; stento per un attimo a credere che dica sul serio, ma quando anticipo che in futuro sarà necessario "stondare" la forma dell'arcata inferiore per renderla più naturale, siccome ora è troppo "schiacciata" anteriormente, incontro una avversione così insistente da parte sua (la figlia nel frattempo è imbarazzata dalle reazioni della madre), che non ho più dubbi su quanto sia seria. Non vuole che sua figlia diventi "troppo bella" a quanto pare, o teme di non riuscire più a riconoscerla un domani.
A fine visita la ragazza mi chiede di confrontare le fotografie appena scattate, con le primissime risalenti ad appena prima di montare l'apparecchio, circa tre mesi fa, e mentre tiene lontana la madre perché non vuole che le rovini il momento con le sue lamentele, rimane senza parole rendendosi conto di quanta strada ha già fatto. Poco dopo ci salutiamo, la paziente contenta e col classico sorriso a 32 denti (28, siccome i denti del giudizio ancora non sono erotti, ma è un dettaglio...), ed io, prima di chiudere lo studio, guardo per l'ultima volta fuori per ammirare il cortiletto finalmente pulito.
Macché, un fazzoletto di carta e due mozziconi di sigaretta mi guardano beffardi.

Aggiornamento del 10-7-2010
Sabato mattina, ore 10. Apro lo studio e appena fuori dalla serranda, poggiati ad un angolo del muro sulla scalinata dello studio, trovo bottiglietta vuota, lattina e carta del panino, abbandonati da qualcuno che si sarà accampato sui miei scalini per mangiare in un momento d'ombra. Sto valutando l'idea di ottenere un porto d'armi.
26 giu 2010, 16:29
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