Quanta carta sprecata e quanti soldi non risparmiati
il blog di un dentista
Oggi ho ricevuto l'ennesima busta postale contenente alcuni depliant in spesso e pregiato cartoncino del congresso X che si terrà nel posto Y il giorno Z.
Il motivo per cui scrivo questo post non è per raccontare come la busta fosse indirizzata ad un nome e cognome femminile mai sentito prima (ma riportava il mio domicilio, e riguardava un congresso di ortodonzia, quindi credo che fosse comunque destinata a me, anche se col nome di una ignota collega), né per fare facili considerazioni su come a volte l'organizzazione di questi eventi sia studiata per renderli i più costosi possibili (i corsi di aggiornamento professionale per noi dentisti sono costosi di per sé, ma allestirli presso lussuosi hotel o centri congressi della riviera romagnola o in elitari ritrovi tipici delle settimane bianche delle "famiglie bene" di certo influisce in qualche misura...) ma è principalmente per palesare tutto il mio disappunto per come, al giorno d'oggi, e non solo per le promozioni indirizzate ai dentisti, ma per molte altre iniziative, ci sia ancora pubblicità spedita in forma cartacea per via postale tradizionale.
Diciamocelo, il 90% di questa pubblicità cartacea viene gettata in un cestino; il restante 10% invece, viene sempre gettato in un cestino, ma solo dopo essere stato accartocciato; almeno mandassero fogli con un lato bianco, così si potrebbero riciclare per scrivere la lista della spesa o giocare a battaglia navale.
Da qualche parte, nel frattempo, ci sono alberi che continuano ad essere abbattuti, industrie che continuano a consumare energia e rilasciare scarti di produzione nell'ambiente per fabbricare questa carta, tipografie che consumano altra energia e producono altri scarti per stampare sui suddetti fogli, e altre industrie che consumano ancora altra energia e rilasciano ancora altri scarti per produrre gli inchiostri usati dalla suddetta tipografia.
Poi ci sono le spese economiche, quelle per pagare il grafico che disegna il depliant, quelle per pagare l'industria della carta, la tipografia e l'industria degli inchiostri, e infine quelle dovute alle poste, o chi per loro consegna il materiale pubblicitario.
Ma non sarebbe meglio mandare una email?
Il motivo per cui scrivo questo post non è per raccontare come la busta fosse indirizzata ad un nome e cognome femminile mai sentito prima (ma riportava il mio domicilio, e riguardava un congresso di ortodonzia, quindi credo che fosse comunque destinata a me, anche se col nome di una ignota collega), né per fare facili considerazioni su come a volte l'organizzazione di questi eventi sia studiata per renderli i più costosi possibili (i corsi di aggiornamento professionale per noi dentisti sono costosi di per sé, ma allestirli presso lussuosi hotel o centri congressi della riviera romagnola o in elitari ritrovi tipici delle settimane bianche delle "famiglie bene" di certo influisce in qualche misura...) ma è principalmente per palesare tutto il mio disappunto per come, al giorno d'oggi, e non solo per le promozioni indirizzate ai dentisti, ma per molte altre iniziative, ci sia ancora pubblicità spedita in forma cartacea per via postale tradizionale.
Diciamocelo, il 90% di questa pubblicità cartacea viene gettata in un cestino; il restante 10% invece, viene sempre gettato in un cestino, ma solo dopo essere stato accartocciato; almeno mandassero fogli con un lato bianco, così si potrebbero riciclare per scrivere la lista della spesa o giocare a battaglia navale.
Da qualche parte, nel frattempo, ci sono alberi che continuano ad essere abbattuti, industrie che continuano a consumare energia e rilasciare scarti di produzione nell'ambiente per fabbricare questa carta, tipografie che consumano altra energia e producono altri scarti per stampare sui suddetti fogli, e altre industrie che consumano ancora altra energia e rilasciano ancora altri scarti per produrre gli inchiostri usati dalla suddetta tipografia.
Poi ci sono le spese economiche, quelle per pagare il grafico che disegna il depliant, quelle per pagare l'industria della carta, la tipografia e l'industria degli inchiostri, e infine quelle dovute alle poste, o chi per loro consegna il materiale pubblicitario.
Ma non sarebbe meglio mandare una email?
12 lug 2010, 14:46
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