Basta periodici cartacei non richiesti; cominciamo dall'ENPAM
il blog di un dentista
L'ENPAM è l'ente di previdenza obbligatoria per noi medici ed odontoiatri; ogni medico, da quando si iscrive all'albo, è tenuto a pagare almeno una quota annuale (due quote oltre un certo fatturato) che andrà a far parte di un deposito personale, il quale poi genererà una pensione mensile al compimento dell'età pensionabile.
La "vecchia guardia" che sta andando in pensione in questo periodo, da quello che leggo godrà di un versamento mensile vita natural durante di quattromila euro circa, comunque non meno di tremila (praticamente un "win for life" istituzionalizzato), mentre io ed i miei coetanei, una volta raggiunta la veneranda età di 65 anni (se un domani basteranno) vedremo probabilmente decimata quella cifra; ammesso che lo Stato non riesca, come potrebbe aver interesse di fare, a "impossessarsi" dell'ENPAM (che è un ente privato, dei medici per i medici, anche se sottoposto a numerosi controlli statali), per incamerare i nostri denari e destinarli a pagare le pensioni dell'INPS.
Ma veniamo al motivo dello sfogo odierno.
L'ENPAM invia, con cadenza approssimativamente mensile, una rivista cartacea con copertina e retro satinati ed a colori, contenente articoli di vario interesse, ma ovviamente dedicati per la maggior parte a temi generali di medicina. Di questa rivista io leggerò forse una pagina, quando raramente trovo qualcosa che mi interessi, altrimenti il tutto si esaurisce in 3-4 minuti di rapido scorrimento, seguiti da una defenestrazione all'interno del più vicino cestino della carta.
Oggi, per l'ennesima volta, pronto a buttar via la rivista 5 minuti dopo aver tolto il cellophane, mi sono detto che forse sarebbe stato il caso di contattare "chi di dovere" all'ENPAM per comunicare il mio disaccordo circa lo spreco di carta, ed infatti ho appena inviato una lettera col seguente contenuto:
La "vecchia guardia" che sta andando in pensione in questo periodo, da quello che leggo godrà di un versamento mensile vita natural durante di quattromila euro circa, comunque non meno di tremila (praticamente un "win for life" istituzionalizzato), mentre io ed i miei coetanei, una volta raggiunta la veneranda età di 65 anni (se un domani basteranno) vedremo probabilmente decimata quella cifra; ammesso che lo Stato non riesca, come potrebbe aver interesse di fare, a "impossessarsi" dell'ENPAM (che è un ente privato, dei medici per i medici, anche se sottoposto a numerosi controlli statali), per incamerare i nostri denari e destinarli a pagare le pensioni dell'INPS.
Ma veniamo al motivo dello sfogo odierno.
L'ENPAM invia, con cadenza approssimativamente mensile, una rivista cartacea con copertina e retro satinati ed a colori, contenente articoli di vario interesse, ma ovviamente dedicati per la maggior parte a temi generali di medicina. Di questa rivista io leggerò forse una pagina, quando raramente trovo qualcosa che mi interessi, altrimenti il tutto si esaurisce in 3-4 minuti di rapido scorrimento, seguiti da una defenestrazione all'interno del più vicino cestino della carta.
Oggi, per l'ennesima volta, pronto a buttar via la rivista 5 minuti dopo aver tolto il cellophane, mi sono detto che forse sarebbe stato il caso di contattare "chi di dovere" all'ENPAM per comunicare il mio disaccordo circa lo spreco di carta, ed infatti ho appena inviato una lettera col seguente contenuto:
Ricevo regolarmente il vostro periodico cartaceo "Il giornale della previdenza", e sto scrivendo per richiedere la cessazione dell'invio di tale testata, per le seguenti ragioni:Invito tutti i miei colleghi a fare altrettanto.
- normalmente trovo di mio interesse non più di una o due pagine all'interno del periodico, che, dopo una rapida scorsa, finisce regolarmente nel cestino dei rifiuti;
- da persona attenta al riciclo ed alla sostenibilità ambientale, ritengo anacronistico inviare sotto forma cartacea una rivista a centinaia di migliaia di vostri iscritti, quando ormai l'obbligo di dotarsi di una casella di posta elettronica certificata ha anche obbligato ogni medico ad avere accesso ad internet; potreste alternativamente mettere a disposizione una newsletter telematica e/o un sito web su cui pubblicare i contenuti, senza dover produrre e stampare su carta;
- la stampa del periodico e la sua spedizione comportano naturalmente dei costi aggiuntivi per la gestione ENPAM; preferirei rinunciare del tutto alla rivista, e vedere decurtate le spese annue dovute in previdenza obbligatoria, di un importo pari a quello necessario a stampare mensilmente il periodico che mi viene inviato.
5 ago 2010, 18:33
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26 ott 2011, 09:18
26 ott 2011, 10:42
Soprattutto di questi tempi... bel coraggio da parte loro accertare gli altri!