Servizio di consulenza spirituale chiuso a tempo indeterminato
il blog di un dentista
Stamattina ero in attesa di una visita otorinolarigoiatrica (dalla quale a proposito è risultata una perforazione del mio timpano destro, che gioia), quando mi ha telefonato una vecchia conoscenza, una signora che mi aveva già chiamato l'8 agosto, in piene ferie, e alle 4 del pomeriggio, in pieno solleone, per un "consiglio".
Trovandosi a qualche centinaio di chilometri da me, ed essendo in ferie anche il suo dentista, aveva trovato il mio recapito su questo sito, e mi ha raccontato con tono drammatico la storia di un dente con una grande carie, devitalizzato ma ancora dolorante, "non quando mastico, ma se ci sbatto sopra". Mi ripeteva sempre le stesse domande, e cioè "perché un dente devitalizzato dovrebbe far male, se è stato devitalizzato" (è tutto già spiegato nella monografia scritta da me su questo sito), "cosa bisogna fare per far passare il fastidio" (non potevo saperlo senza visitarla e vedere una lastra), "quanto tempo ancora durerà il fastidio" (non avrei saputo prevederlo neanche visitandola), e "cosa conviene fare adesso" (andare dal suo dentista, o in sua assenza presso altro studio nelle vicinanze).
Giunti alla fine del terzo ciclo delle stesse domande, con tono faceto, e la ferma intenzione di terminare una telefonata che aveva superato ormai i 10 minuti, la interrompo con "...adesso però vorrei prendermi un'oretta per il riposino pomeridiano..." e riesco a divincolarmi, senza rispondere né sì né no alla sua domanda "le dispiace se la richiamo per raccontarle come va?".
Oggi per l'appunto mi richiama, facendomi le stesse domande. Però con tono molto più "propositivo", oserei dire proprio incavolata, perché "un dentista non può fare così, io non avevo male e dopo la devitalizzazione ho tutto questo fastidio, sono preoccupata", "ma signora, capisco tutto il suo disappunto, tuttavia cosa vorrebbe che le dicessi, sono a distanza e non posso visitarla, se ha problemi deve quanto prima andare da un dentista", "sì, però io la sto chiamando perché lei è della professione, è laureato in odontoiatria e io no, quindi vorrei che mi desse un consiglio", ed il gatto è tornato a modersi la coda per tre volte (il numero perfetto) fin quando non vengo chiamato dall'infermiera dell'ambulatorio (ignaro della cattiva notizia che avrei ricevuto di lì a poco) ed ho l'occasione per salutarla, senza fare a meno anche stavolta di oltre 10 minuti di telefonata.
Mi richiama però proprio poco fa, e la drammaticità della situazione è ricaduta su di lei con la forza di un acquazzone di primavera: alza la voce, inveisce contro i medici che non si assumono la loro responsabilità, poi continua con la voce rotta dal pianto e si dispera perché non sa cosa fare, "io il dente ce l'avevo a posto, non mi dava nessun fastidio, adesso invece mi ritrovo con questo problema e deduco che la cura non è stata fatta bene, prima c'era solo una grande carie!" (e ti pare poco); si scusa quando le faccio notare che non serve alzare la voce, e mi rassicura che non ce l'ha con me perché io non c'entro nulla (menomale). Questo va avanti per più di un quarto d'ora, mentre io ero accovacciato a terra, davanti al "cofano" della poltrona aperto, in cerca di una perdita di pressione che fa lavorare il compressore più del dovuto (e non sono riuscito a trovarla, ma in compenso dopo 15 minuti di accovacciamento non sentivo più le gambe).
Per questo, il servizio gratuito di consulenza (o consolazione?) è sospeso fino a data da destinarsi.
Quanto sconforto può provocare nei nostri pazienti una cura che non dovesse avere i risultati sperati! Da tenere presente che, nel caso della simpatica signora, il dente non dava alcun problema nella vita quotidiana, neppure masticandoci sopra, ma il dolore (fastidio?) compariva solo se stimolato percuotendo il dente. La mia soluzione pronta, in casi come questo, è:
- Le fa male solo quando se lo tocca, altrimenti quando mastica non ha nessun problema?
- Esatto dottore
- Perfetto, allora smetta di toccarselo.
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