Caro Fisco, adesso m'hai davvero rotto le scatole!
il blog di un dentista
Quasi esattamente un anno fa scrivevo di come una notifica di mancato pagamento, risultante da un errore del software dell'Agenzia delle Entrate, mi aveva costretto a fare avanti e indietro dall'ufficio locale per regolarizzare qualcosa che era già regolare in partenza, non fosse stato per un refuso altrui.
Quest'anno è accaduta la stessa cosa: inizio ottobre, giunge per posta una notifica di irregolarità risultante da un controllo automatizzato di Unico 2010, per cui io non avrei pagato un acconto di diverse centinaia di euro, e a causa del quale mi vengono addebitate delle sanzioni di circa 60€. Nulla di trascendentale, ma se posso evitare di regalarle al Fisco e spenderle invece per fare un pieno di gasolio (e quindi pagandoci comunque le tasse), sono più contento.
Mi armo di lettera di notifica, e di cartelletta "Redditi 2009" dove ho raccolto religiosamente tutte le carte relative a quell'anno fiscale, assieme alle ricevute di trasmissione avvenuta, e di pagamento dei modelli F24 di giugno e novembre, e stamattina (anche se il mercoledì è una giornata libera, e preferirei spenderla in altro modo), alle 8:45, in anticipo di un quarto d'ora sia sull'appuntamento prenotato sul sito che sull'apertura dell'ufficio, mi metto davanti alle porte automatiche, dove già si è raccolto un manipolo di altri mattinieri contribuenti, e dopo di me (sedutomi anziché rimanere in piedi) ne arrivano altri, che da furbi italiani (o italianizzati) quali erano, provano a scavalcarmi nella fila, ma il mio aspetto burbero al momento dell'ingresso li riporta subito nei ranghi (cioè dietro di me).
Mi imbatto prima in un giovane impiegato che risulta perso nei numeri e non sa cosa dirmi (io sono spavaldo perché so di aver pagato entro la scadenza tutto quello che mi era stato chiesto di pagare), e finalmente vengo indirizzato al mio referente "storico", ovvero l'impiegato col quale, da quando ho iniziato l'attività, effettuo sempre l'invio telematico della dichiarazione.
Dovete sapere che questo impiegato mi sta simpatico per quattro motivi:
- Ha un baffetto da sparviero che gli dona un aspetto giovialmente accogliente;
- nonostante abbia almeno 10 anni più di me, veste sempre "dandy", ma in modo misurato, distinguendosi da tutti gli altri impiegati dell'ufficio;
- mantiene una calma serafica qualunque cosa succeda, mentre io al suo posto perderei le staffe ogni 5 minuti, e mi licenzierei alla fine della prima giornata di lavoro;
- ha un nome che è composto da due nomi di battesimo, dei quali però uno è il cognome (e mi dimentico sempre quale).
Oggi il mio simpatico amico era leggermente meno accomodante del solito, e questo era cattivo segno.
Tanto per cominciare spende qualche minuto per raccapezzarsi nel mio storico pagamenti, e quando finalmente fa chiarezza mi dice che ho bisogno di produrre una ricevuta di pagamento dell'anno ancora precedente, perché riferivasi ad acconto, ma che io mantenevo nella cartelletta "Redditi 2008", ovviamente lasciata dov'era siccome l'Unico 2010, protagonista della nostra storia, si riferiva appunto alla mia cartelletta "Redditi 2009".
Per cui:
- Esco dall'Ufficio dell'Agenzia delle Entrate con qualche luna storta, avendo perso il diritto di precedenza siccome avevo già "bruciato" l'appuntamento delle 9, ed al mio ritorno mi sarei dovuto rimettere in fila;
- Arrivato a destinazione prendo in mano la cartelletta del 2008 e trovo i modelli F24 incriminati, dei due posseggo la ricevuta solo di uno, quindi associo subito il tutto alla vicenda sfortunata di un anno fa, linkata ad inizio post: la ricevuta di pagamento mancante è quella che lasciai all'ufficio come prova di versamento... poco cambia, ristampo la ricevuta dal sito della mia banca e corro battagliero verso l'ufficio;
- Il parcheggio a due passi dall'entrata, che avevo lasciato alle 9:30, è ovviamente tutto già occupato, e devo cercare posto altrove;
- L'impiegato simpatico in quel momento è libero, e affacciatomi con fare faceto lo convinco con lo sguardo a farmi accomodare subito... "promette bene", penso fallacemente.
Ciò che segue è una kafkiana summa di eventi, della quale fornisco un pittoresco riassunto.
- Se vi recate all'Ufficio locale dell'Agenzia delle Entrate, e presentate il vostro Unico correttamente compilato per inviarlo telematicamente, dopo l'invio vi viente fornita una stampa precompilata del modello F24, che per i non avvezzi, è praticamente come un conto del ristorante, dove al posto di "Coperti, antipasto, primo secondo contorno bevande frutta e dessert", sono elencate varie voci di vari tributi da saldare, in due rate, una entro giugno ed una entro novembre.
- Non finisce qui, perché questo è un ristorante un po' particolare: se avete preso un risotto alla crema di scampi e un'orata alla griglia, ed il totale da pagare è 50, finirete per pagare non 50, ma 100, siccome il ristorante dà per scontato che andrete lì anche l'anno prossimo, e ordinerete, oltre agli stessi piatti che avete appena ordinato, anche una frittura mista: di questo "futuro conto" vi fa pagare un sostanzioso acconto subito, anche se i piatti ve li cucinerà tra un anno. L'anno successivo l'acconto che avete versato vi verrà riaccreditato, ma dovrete comunque pagare un acconto sull'anno ancora successivo, per cui la tiritera non finisce mai.
- Voi, ricevuto il conto di 100, pagate 100, e come tutti gli individui dotati di buon senso date per assodato che sia tutto a posto, "grazie ed arrivederci".
- Invece no!
- A due anni di distanza vi chiama a casa il ristorante, dicendovi che sul conto di due anni prima era scritto 100, ma in reatà avreste dovuto pagare 130, siccome il cuoco si è macchiato i pantaloni preparandovi la crema di scampi, ed ha dovuto ricomprarli, per cui anche se non era scritto sul conto, voi dovevate rimborsarglieli. Questi 30 li avete nel frattempo già saldati, inseriti nel conto dell'anno dopo (spacciati come "servizio al tavolo"), ma intanto il ristorante pretende il pagamento di una sanzione siccome ha atteso 12 mesi in più per ricevere quei soldi (conto di aver almeno lontanamente reso l'atmosfera che solo un romanzo di Kafka può creare).
Ebbene sì: l'Agenzia delle Entrate si è "dimenticata" di dirmi che dovevo pagare una somma aggiuntiva, si è presa quei soldi l'anno successivo, ma intanto commina una multa a me per un suo errore.
L'errore in realtà penso sia imputabile al software usato negli uffici, che dovrebbe essere scritto dalla società Sogei, la stessa software house autrice del programma Gerico per gli studi di settore... persino io saprei disegnare un'interfaccia migliore di quella di Gerico, per non parlare dell'assoluta mancanza di linearità nell'accesso alle funzioni di quel programma.
Come piccolo appunto, da quanto ho decifrato dalle chiacchiere tra impiegati, il software per il controllo automatizzato usato dall'AdE si chiama Dali, ed a quanto pare col famoso pittore non ha in comune solo il nome.
Chiundendo, vorrei tanto sapere per quale motivo quasi litigo coi pazienti per poter emettere fattura, siccome qualcuno mi chiede esplicitamente di non fargliela, se poi è questa la ricompensa? Un paziente una volta mi disse "Così almeno puoi girare a testa alta"... sarà.
Facebook è solo per i commenti!

scrivi qui quello che ne pensi