La visita di controllo periodica dal dentista
Contenuti:
- Ogni quanto ripetere la visita dentistica
- Accumulo di placca/tartaro ed igiene periodica
- Controllo delle carie
- Sigillatura dei solchi
- L'ortopanoramica
Perché e ogni quanto ripetere la visita dentistica
In linea di massima, è buona norma farsi controllare del proprio dentista ogni sei mesi; a seconda dei casi si può variare questo periodo a una volta all'anno per le persone particolarmente scrupolose nell'igiene a casa, o ogni tre mesi per i pazienti con problemi più gravi come la parodontite, e comunque se si è sufficientemente costanti, e si tratta di un semplice controllo periodico, il vostro dentista potrebbe non chiedere alcun compenso; comunque è sempre consigliabile fare una pulizia dei denti ("seduta di igiene orale") ad ogni controllo periodico.
Anche si pensa di avere una bocca in piena salute, perché non si ha nessun fastidio, né si vedono difetti allo specchio, è possibile che ci siano piccoli problemi in fase iniziale, che non danno sintomi, ma che lasciati a sé stessi peggiorano, prime tra tutti le piccole carie sui molari, che sono praticamente invisibili allo specchio, e non danno assolutamente nessun fastidio; ma anche il tartaro dietro alle superfici degli incisivi inferiori, che si forma lentamente ma costantemente, e non si riesce a vedere quasi mai, né si distingue al contatto con la lingua.
La pulizia dei denti
La rimozione di placca e tartaro si esegue con la pulizia dei denti, che oltre ad essere il primo passo di un piano cura completo, serve anche a bloccare il progresso della parodontite. Molto spesso il deposito di tartaro sulla superficie interna dei denti inferiori non viene notato dal paziente, proprio perché nascosto, ed il persistere di questi accumuli per lunghi periodi facilita la loro estensione, inoltre si infettano con colonie batteriche che si impiantano sulla superficie ruvida, favorevole all'attacco, e soprattutto causano infiammazione sul parodonto (gengive in primo luogo); i batteri che infiltrano il solco gengivale danneggiano in maniera diretta prima l'attacco della gengiva al dente, e poi, nei casi più trascurati, anche l'osso a cui è ancorata la radice.
Dopo la rimozione del tartaro rimangono tra i denti degli spazi vuoti, lasciati dalla discesa del bordo gengivale che è stato aggredito dai batteri e si è ritirato ad un livello più basso; la percezione è proprio quella di "buchi tra i denti", come spesso viene riferita dal paziente dopo la pulizia dentale.
Le carie
La carie è assolutamente asintomatica nelle fasi precoci; ciò non toglie che richieda comunque un intervento da parte dell'odontoiatra, in quanto non va -quasi mai- incontro a guarigione spontanea, ma piuttosto si aggrava col tempo, aumentando la quantità di dente distrutto. La distinzione tra la carie attiva e la carie sospetta, o la carie "secca", è che la carie attiva si manifesta come una fessura nella quale si impegna lo specillo, cioè la punta della sonda metallica si incastra a cuneo al suo interno come farebbe un chiodo spinto nel legno verde; la carie sospetta invece è un piccolo foro annerito, ma duro al sondaggio, che va mantenuto sotto controllo, in quanto potrebbe evolvere o in una carie vera e propria, o, a seguito di una buona igiene casalinga, in una carie secca, cioè una zona dello smalto abrasa, annerita, ma comunque sana e che quindi non necessita di alcun tipo di cura.
Naturalmente i controlli periodici sono utili ad intercettare situazioni patologiche in uno stato il più precoce possibile, ma capita che in casi particolarmente trascurati si rilevino carie così estese, definite carie destruenti, che raggiungono una estensione tale da annientare l'intera superficie occlusale, e ridurre il dente ad un "moncone" cariato, a volte così danneggiato da richiederne l'estrazione, perché il tessuto rimasto sarebbe insufficiente a sostenere una ricostruzione o una corona.
La sigillatura dei solchi dentali
La prevenzione della carie si attua con il processo della sigillatura, che consiste nel pulire approfonditamente i solchi della superficie masticante del dente, e riempirne la zona più profonda con del composito leggermente fluido, che viene poi indurito, impedendo che il fondo, normalmente poco raggiungibile dallo spazzolino, venga colonizzato da batteri. Questo trattamento è in realtà indicato quasi unicamente nella prima età giovanile, e preferibilmente viene eseguito subito dopo che i molari hanno iniziato ad erompere. L'immediata sigillatura dei solchi, infatti, impedisce che qualunque fattore potenzialmente dannoso possa intaccare la superficie del dente, sin da quando lo stesso diviene accessibile all'ambiente esterno.
La lastra ortopanoramica
L'odontoiatra durante un controllo riesce ad esaminare solo le zone dei denti che sono visibili ad occhio nudo, ma non quelle nascoste/coperte (spazi interdentali, tasche gengivali, spessore osseo). L'ortopanoramica (comunemente "panoramica") è un esame radiografico da considerarsi necessario per fare una diagnosi completa, a quasi tutte le età (escludendo l'infanzia salvo casi particolari), anche per pazienti che sono apparentemente sani, cioè una lastra che rappresenta la situazione dell'intera bocca (denti superiori ed inferiori, mascella, mandibola, in parte i seni nasali e l'articolazione temporo-mandibolare).
Grazie all'ortopanoramica diventa possibile vedere carie in vicinanza dei punti di contatto interdentali, ove la sonda non può essere utilizzata, misurare il livello dell'osso attorno alla radice dei denti, cercare la presenza di tartaro sulle radici dentali in zone ricoperte da gengiva, eventuali infiammazioni ossee come granulomi e cisti, e numerosi indizi riguardanti situazioni particolari e più complesse, come la presenza o meno di una quantità di osso sufficiente per praticare un intervento implantologico, la posizione del nervo mandibolare per identificare l'area "sicura" nella quale operare durante interventi chirurgici, il percorso che segue una rima di frattura ossea, e non solo.
La prescrizione di una lastra ortopanoramica delle arcate dentarie, quindi, va considerata un normale complemento alla visita di controllo odontoiatrica.
