Studio Dentistico Mauro Savone Via Nettunense 226, Cecchina (Roma)

La visita di controllo periodica dal dentista

TL;DR (non ti va di leggere tutto perché è troppo lungo? Ecco il riassunto)
Sarebbe saggio andare dal proprio dentista per un controllo ogni sei mesi, e fare almeno una pulizia dei denti ogni anno, in modo da intercettare i problemi prima che diventino troppo gravi; la ortopanoramica serve a vedere problemi che non sono visibili a occhio nudo.

Contenuti:

Come si svolge la visita dentistica

La visita è una prestazione specialistica, e si differenzia dagli altri lavori che svolge il dentista perché invece di riparare o costruire qualcosa, è un'opera di indagine e valutazione; richiede tempo e competenza, a volte maggiori di quelle necessarie per altri interventi, ed è sempre e comunque indispensabile, siccome si tratta del primo passo da affrontare per decidere se e quali altri lavori svolgere, nonché come programmarli.
Il dentista durante la visita verifica l'aspetto ed il funzionamento delle componenti della bocca, sia quelle molli (labbra, guance, palato, lingua, gengive) che dure (ovviamente i denti); esaminando le prime si possono identificare infiammazioni, infezioni o traumi, nonché forme tumorali anche molto precoci, mentre controllando i denti, uno alla volta, e sondando ogni fossetta e solco, si individua la presenza di carie, fratture anche piccole, vecchie otturazioni infiltrate o comunque difettose, protesi danneggiate o non più sorrette da denti sani.
Dalla visita si verifica anche  la posizione dei denti, e il modo in cui chiudono tra loro; se opportuno, si può controllare anche il funzionamento dell'articolazione.
La conclusione della visita, ciò che a conti fatti è quello per cui il paziente paga il dentista, è la spiegazione: il medico riferisce al paziente il suo stato di salute, illustrando ogni problema, le sue cause, le potenziali conseguenze del non trattarlo, e quali tipi di terapie si possono programmare per risolverlo, ciascuna con i suoi pro e contro che verranno valutati assieme per scegliere la strada migliore.
Per questo motivo, a meno che il paziente non sia completamente sano, una visita correttamente svolta impegna senza difficoltà almeno mezz'ora, quando non più di un'ora di tempo.

Perché e ogni quanto ripetere la visita dentistica

E' buona norma farsi controllare del proprio dentista ogni sei/otto mesi; se si è costanti, e si tratta di un semplice controllo periodico, il vostro dentista potrebbe non chiedere alcun compenso per le visite successive alla prima.
Anche si pensa di avere una bocca in piena salute, perché non si ha nessun fastidio, né si vedono difetti allo specchio, è possibile che ci siano piccoli problemi in fase iniziale, che non danno sintomi, ma che lasciati a sé stessi peggiorano, prime tra tutti le piccole carie sui molari, che sono praticamente invisibili allo specchio, e insensibili; ma anche il tartaro dietro agli incisivi inferiori, che si forma progressivamente, e non si riesce a vedere quasi mai, né a volte si distingue al contatto con la lingua.
Il controllo periodico serve proprio a intercettare appena possibile questi problemi sul nascere, in modo da correggerli quando sono ancora piccoli, invece di doversene occupare una volta che abbiano raggiunto una gravità maggiore.

La pulizia dei denti

rimozione del tartaro linguale agli incisivi inferioriLa rimozione di placca e tartaro si esegue con la pulizia dei denti (in gergo "seduta di igiene orale" o detartrasi), che oltre ad essere il primo passo di un piano cura completo, serve anche a bloccare il progresso della parodontite. Molto spesso il deposito di tartaro sulla superficie interna dei denti inferiori non viene notato dal paziente, proprio perché nascosto, ed il persistere di questi accumuli per lunghi periodi facilita la loro estensione, inoltre si infettano con colonie batteriche che si impiantano sulla superficie ruvida, favorevole all'attacco, e soprattutto causano infiammazione sul parodonto (gengive in primo luogo); i batteri che infiltrano il solco gengivale danneggiano in maniera diretta prima l'attacco della gengiva al dente, e poi, nei casi più trascurati, anche l'osso a cui è ancorata la radice.
Dopo la rimozione del tartaro rimangono tra i denti degli spazi vuoti, lasciati dalla discesa del bordo gengivale che è stato aggredito dai batteri e si è ritirato ad un livello più basso; la percezione è proprio quella di "buchi tra i denti", come spesso viene riferita dal paziente dopo la pulizia dentale.
Se le radici hanno perso molto attacco osseo, dopo la pulizia i denti potrebbero muoversi perché non c'è più il tartaro a tenerli fermi.

La giusta frequenza della pulizia dei denti

La pulizia andrebbe eseguita quando la quantità di tartaro, placca, macchie e/o sanguinamento gengivale è discreta, indipendentemente dal tempo trascorso dalla precedente seduta di igiene orale.
Normalmente l'intervallo ragionevole tra due pulizie successive è annuale, tuttavia ci sono casi nei quali la particolare aggressività dei batteri orali, e/o l'incapacità di mantenere una igiene sufficiente a casa con lo spazzolino, richiede una frequenza maggiore, che sia ogni sei mesi, o addirittura ogni tre mesi quando esiste una predisposizione importante alla parodontite.
La giusta frequenza si determina durante le visite periodiche, osservando come cambia la situazione nel tempo, e quindi decidendo se mantenere l'intervallo prestabilito, ridurlo o addirittura incrementarlo; non esiste un valore magico per tutti, ma quello più adatto per ogni persona, che tra l'altro può cambiare anche col tempo in base agli stili di vita.

Le carie

carie non penetrante dello smalto occlusaleLa carie è assolutamente asintomatica nelle fasi precoci; ciò non toglie che richieda comunque un intervento da parte dell'odontoiatra, in quanto non va -quasi mai- incontro a guarigione spontanea, ma piuttosto si aggrava col tempo, aumentando la quantità di dente distrutto. La distinzione tra la carie attiva e la carie sospetta, o la carie "secca", è che la carie attiva si manifesta come una fessura nella quale si impegna lo specillo, cioè la punta della sonda metallica si incastra a cuneo al suo interno come farebbe un chiodo spinto nel legno verde; la carie sospetta invece è un piccolo foro annerito, ma duro al sondaggio, che va mantenuto sotto controllo, in quanto potrebbe evolvere o in una carie vera e propria, o, a seguito di una buona igiene casalinga, in una carie secca, cioè una zona dello smalto abrasa, annerita, ma comunque sana e che quindi non necessita di alcun tipo di cura.
Naturalmente i controlli periodici sono utili ad intercettare situazioni patologiche in uno stato il più precoce possibile, ma capita che in casi particolarmente trascurati si rilevino carie così estese, definite carie destruenti, che raggiungono una estensione tale da annientare l'intera superficie occlusale, e ridurre il dente ad un "moncone" cariato, a volte così danneggiato da richiederne l'estrazione, perché il tessuto rimasto sarebbe insufficiente a sostenere una ricostruzione o una corona.

La sigillatura dei solchi dentali

sigillatura dei solchi dentali dei molariLa prevenzione della carie si attua con il processo della sigillatura, che consiste nel pulire approfonditamente i solchi della superficie masticante del dente, e riempirne la zona più profonda con del composito leggermente fluido, che viene poi indurito, impedendo che il fondo, normalmente poco raggiungibile dallo spazzolino, venga colonizzato da batteri. Questo trattamento è in realtà indicato quasi unicamente nella prima età giovanile, e preferibilmente viene eseguito subito dopo che i molari hanno iniziato ad erompere. L'immediata sigillatura dei solchi, infatti, impedisce che qualunque fattore potenzialmente dannoso possa intaccare la superficie del dente, sin da quando lo stesso diviene accessibile all'ambiente esterno.

La lastra ortopanoramica

esempio di ortopanoramica dentaleL'odontoiatra durante un controllo riesce ad esaminare solo le zone della bocca che sono visibili ad occhio nudo, ma non quelle nascoste/coperte (spazi interdentali, tasche gengivali, spessore osseo). L'ortopanoramica (comunemente "panoramica", ma anche OPT o "ortopantomografia") è una lastra necessaria per fare una diagnosi completa, a quasi tutte le età (nell'infanzia solo per casi particolari), anche per pazienti apparentemente sani, e rappresenta la situazione dell'intera bocca (denti superiori ed inferiori, mascella, mandibola, in parte i seni mascellari e l'articolazione temporo-mandibolare).
Grazie all'ortopanoramica diventa possibile vedere carie nascoste tra un dente e l'altro, misurare il livello dell'osso attorno alla radice dei denti, cercare la presenza di tartaro sulle radici dentali in zone ricoperte da gengiva, eventuali formazioni all'interno dell'osso come granulomi e cisti, e ricavare numerosi indizi (prima di vedere TAC/Dentascan) come la presenza di una quantità di osso sufficiente per un impianto, la posizione del nervo mandibolare per identificare l'area nella quale operare durante interventi chirurgici, il percorso che segue una frattura ossea, e non solo.
La prescrizione di una lastra panoramica va considerata un normale complemento alla visita di controllo odontoiatrica.

Ultima modifica: 1 Sep 2014, 12:27
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