Studio dentistico Mauro Savone
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Un'analisi dei costi del dentista

contiSe cercate semplicemente i prezzi delle prestazioni più comuni, potete visitare la pagina del tariffario.

Contenuti:

Perché il dentista costa "tanto"

La voce di popolo è che curarsi dal dentista costa tanto, troppo. La realtà è che curarsi dal dentista può, a volte, costare "troppo", ma, in una buona parte dei casi, costa il "giusto", e questa distinzione dipende solo dal professionista, e da come sceglie di stabilire le proprie parcelle. Che poi il "giusto", relativamente all'attività del dentista, significhi "tanto" una volta che viene tradotto nel linguaggio comune, è un'altra storia, ma cerco di spiegare in questa pagina il motivo dei "costi del dentista".
Il servizio odontoiatrico è, come dice il termine stesso, un "servizio", ovvero non è dedicato né alla produzione di merci, né alla loro distribuzione, bensì offre un bene intangibile che si misura in termini di "salute"; formula prezzinon è possibile calcolare il costo di una otturazione sommando il costo dei materiali, quello della corrente elettrica, dell'acqua, del telefono e della cancelleria, l'ammortamento delle attrezzature, le eventuali -e carissime- parcelle del tecnico per la riparazione delle stesse, le spese degli esperti qualificati per la loro verifica periodica, il conto dell'odontotecnico, l'affitto/mutuo immobiliare, lo stipendio del personale, i contributi obbligatori a ordini e casse pensionistiche, l'assicurazione professionale, i -solitamente elevati- costi dei corsi di aggiornamento, la parcella del commercialista (eccetera, eccetera), e dividendo il totale per il numero di otturazioni che sono state fatte, perché all'appello mancherebbe sempre un fattore che non ha un costo economico, ma che, alla fine dei conti, è tra i fattori principali dietro al costo dell'otturazione, o della capsula, o di qualunque altra prestazione sanitaria, e cioè la competenza del professionista, acquisita in anni di studio e sacrifici (quasi sempre, almeno...), e la importante responsabilità (umana, e soprattutto legale/amministrativa) che si assume, in quanto medico, nell'offrire un servizio del cui risultato risponde a titolo personale, se necessario civilmente e penalmente.
Ciò che assolutamente non fa il dentista è "vendere" terapie, e ogni sofismo sul numero di volte per cui verrebbe moltiplicato il costo dei materiali, o la tariffa dell'odontotecnico, per ottenere il prezzo finale dell'otturazione, o della capsula, rimane tale, un sofismo.

Il costo dei materiali e la parcella del dentista

Ecco quello che spesso si sente dire nei comunicati stampa, nelle interviste ai rappresentanti di categoria/esperti del settore, o si legge nei siti di alcuni colleghi:

  • Il dentista è costretto a praticare un certo tipo di tariffe a causa del costo dei materiali e della gestione dello studio
  • Se il dentista vi fa pagare poco è perché usa materiali scadenti e di basso costo
  • I bravi dentisti usano materiali della migliore qualità che sono molto costosi, e devono quindi praticare degli onorari più alti degli altri dentisti

Accolgo sempre con estremo fastidio questo tipo di dichiarazioni per alcuni motivi, ma sono necessarie alcune premesse:

  • i materiali odontoiatrici, sia quelli di consumo, che lo strumentario specialistico e le attrezzature, sono venduti ai professionisti ad un prezzo che supera enormemente il costo reale di produzione, per motivi squisitamente commerciali, ed anche a causa di lunghissime catene di distribuzione, che vedono aumentare i prezzi ad ogni passaggio;
  • è sicuramente vero che la spesa sostenuta da un dentista per le forniture dentali è una spesa elevata, ma incide solo su una certa parte dell'onorario richiesto; in altre parole, riuscire a dimezzare la spesa per i materiali è ben lungi dal permettere di dimezzare i costi per il paziente lasciando invariato il guadagno;
  • i bravi dentisti offrono un buon servizio indipendentemente dai materiali utilizzati e dal loro costo (purché siano materiali approvati dai maggiori enti di controllo, ovviamente), mentre i dentisti poco bravi faranno lavori mediocri anche spendendo una fortuna nell'acquistare lo strumentario migliore presente sul mercato;
  • il costo maggiore che pesa sull'attività odontoiatrica è quello orario: luce/acqua, assistenti, affitto, tasse e imposte, lo stesso tempo materiale di cui si può disporre in una giornata, tutti questi sono costi "fissi", quindi il modo migliore di "risparmiare sui costi" per un dentista è quello di accorciare il più possibile la durata delle prestazioni, e quindi produrre di più a parità di tempo speso; questo spesso è un bene anche per il paziente, infatti credo che chiunque debba sottoporsi ad un intervento dal dentista sarebbe contento che durasse la metà del previsto, purché ben fatto, anche pagando la stessa cifra, perché a fronte della stessa spesa otterrebbe gli stessi risultati con minore sofferenza; in alcuni casi però il tempo materiale necessario non può essere ridotto senza incidere sulla qualità, ad esempio una grande otturazione dovrebbe essere riempita a piccole dosi successive, anziché con un unico grande blocco di materiale; oppure, durante una devitalizzazione, il disinfettante dovrebbe essere lasciato nei canali almeno per un certo numero di minuti, prima di chiuderli;
  • in questo paragrafo sto trascurando per semplicità uno tra i costi principali per un dentista: il rischio professionale (che comunque è trattato in altre sezioni di questa pagina).

Ogni volta che si focalizza l'attenzione del pubblico su quanto siano costosi i materiali che usa il dentista, a mio avviso si fornisce un'immagine molto sbagliata della professione odontoiatrica, cioè quella del medico che compra il composito e rivende le otturazioni a prezzo più alto per realizzare un guadagno, come se l'atto medico di rimuovere la carie, valutare lo stato di salute del dente, e ricostruirlo secondo scienza e coscienza, riproducendo correttamente l'anatomia dentale, sia solo "banale manovalanza"; e questa disinformazione mediatica è l'unico ragionevole motivo che può spiegare un accanimento popolare così mirato contro l'odontoiatria (accanimento che invece non esiste, tanto per fare un esempio, verso le professioni legali, o di compravendita immobiliare, di intrattenimento, e così via). Ripetendo un concetto già espresso in questa pagina, il dentista, come qualunque altro medico, non vende le cure, ma offre un servizio e svolge una professione intellettuale, ed è per questo che si paga un onorario.

Per quale motivo i prezzi del dentista sono variabili

prezzi variabiliIl fattore principale che causa la variabilità dei costi delle cure odontoiatriche, è spesso la localizzazione geografica, in maniera proporzionale a come accade anche per il costo della vita nelle stesse aree (e da qui il contrasto tra zone rurali, piccoli centri, e ambito metropolitano; e tra quartieri più o meno ricchi all'interno della stessa città); a ciò si affianca il valore aggiunto offerto dallo studio, che nella maggior parte dei casi si riferisce ai professionisti che vi prestano la loro opera: tanto più conosciuto è il "nome" degli stessi, tanto più ci si può attendere di investire per lo stesso tipo di prestazioni; ma non solo: appartamenti signorili, interni lussuosi, attrezzature tecnologicamente avanzate, personale numeroso e preparato, sono tutti elementi che pur se non migliorano necessariamente la qualità delle cure vere e proprie, aumentano le spese ed i costi per il professionista, e di rimando anche la parcella al paziente. Altro dettaglio risiede infine nella natura vera e propria del servizio offerto: due lavori che possono sembrare uguali al paziente, a volte hanno alle spalle un processo completamente differente, e che richiede quindi un compenso differente (ad esempio, ricostruire un dente con un procedimento più rapido, in composito, oppure affidare parte del lavoro all'odontotecnico, e costruire un intarsio di ceramica; per una protesi su impianto, scegliere un sistema implantoprotesico più avanzato o un altro più economico; eseguire una levigatura radicolare con o senza accesso chirurgico all'area da pulire; usare in ortodonzia metodiche, materiali e apparecchi diversi per allineare i denti, anche se con risultati uguali; fabbricare una capsula su un dente già solido, oppure doverlo fare su un dente danneggiato che va prima devitalizzato e ricostruito con un perno; e questi sono solo alcuni esempi).

Curare i denti è una specie di investimento

investire nelle cure dentisticheL'investimento è una manovra con cui si immobilizzano dei fondi, in denaro o beni materiali, per un certo tempo, per ottenere alla scadenza di questo intervallo di tempo un controvalore, sempre in denario o beni materiali, maggiore rispetto al valore di partenza; normalmente tanto più lungo è l'intervallo di tempo, tanto maggiore è il rendimento dell'investimento. In che modo curare i denti rientra in questo discorso? I problemi dentali sono destinati a peggiorare col trascorrere del tempo, se non vengono intercettati e curati il prima possibile, quindi spendere 100 oggi potrebbe significare non dover spendere 1000 (o più) un domani, cioè significa risparmiare 900; inoltre spendere 100 oggi significa quasi sempre avere un risultato per molti versi migliore e più duraturo, di quello che si otterrebbe un domani spendendo 1000. Investimento in termini di soldi e di salute, quindi, ma anche di qualità della vita, perché intervenendo subito si eviterebbero diversi "incidenti di percorso" come ad esempio mal di denti, ascessi, terapie antibiotiche e antidolorifiche, eccetera.
E se si è quasi privi di denti, e quindi la situazione non può peggiorare ulteriormente? In quel caso spendere oggi la cifra necessaria per riavere dei denti per masticare, anziché spendere una cifra poco maggiore tra due anni, significa aver "guadagnato" due anni di alimentazione normale.

Fumo di sigaretta e parcella del dentista

investire nelle cure dentisticheChe le sigarette sono dannose alla salute e macchiano i denti lo sanno tutti i fumatori; però non tutti i fumatori sanno che il fumo di sigaretta distrugge le difese della bocca e facilita carie e parodontite. La temperatura elevata del fumo, e la miriade di sostanze tossiche che contiene, irritano le gengive ed in genere tutte le mucose della bocca (labbra, guance, lingua) e sono puro veleno per il sistema immunitario locale, infatti i globuli bianchi nella bocca dei fumatori fanno molto male il loro lavoro, e la placca batterica prolifera molto più facilmente. Non solo chi fuma ha normalmente più problemi orali, e deve spendere di più dal dentista, ma in base al numero di sigarette fumate, ogni fumatore spende una cifra annua che può arrivare anche a qualche migliaio di euro; la dipendenza da fumo è un nemico molto duro da sconfiggere, ma pensandoci forse vale la pena di fare il sacrificio, siccome non solo se ne guadagna in salute, ma si risparmierebbero più soldi di quelli necessari a pagare un normale piano di trattamento dentistico; e con quello che avanza ci si potrebbe regalare uno sbiancamento.

Se il dentista costa "troppo poco"

discount dal dentistaAbbiamo detto che i costi variabili sono la normalità nel campo della libera professione (e non solo per i dentisti), e ne abbiamo spiegato per grandi linee i motivi. Come si è già spiegato, il prodotto professionale è un servizio, quindi non è qualcosa che si può acquistare al chilo, o al metro, né si tratta dello stesso identico oggetto che viene venduto a prezzi diversi in negozi diversi; però, se in teoria non c'è un massimo di costo, esiste dall'altra parte un "costo minimo fisiologico" per ogni prestazione. Ad esempio, se è vero che la devitalizzazione di un dente può essere completata in una o più sedute, con materiali o strumenti più o meno costosi (purché il risultato finale sia sempre lo stesso), è anche vero che, togliendo dal costo totale le spese calcolabili, il compenso netto che rimane al dentista deve essere perlomeno decoroso per il lavoro che ha eseguito (ed il tempo che ha impiegato).
In altre parole, se il guadagno netto del dentista è "troppo" basso, allora, nonostante la passione e l'amore per la propria professione, non ci sarebbe alcun senso nel frequentare (almeno) 5 anni di università, aggiornarsi costantemente, e sobbarcarsi la gestione di una attività, con gli ormai numerosissimi oneri, obblighi e responsabilità che questo comporta per il titolare, se a conti fatti il proprio stipendio non è adeguato ai propri sacrifici.
Perciò, se il preventivo che vi è stato proposto è molto allettante, ma allo stesso tempo molto basso rispetto alla "media", allora qualcosa dovrebbe allarmarvi. Infatti o il collega non è un vero collega (e nel campo dell'abusivismo i ricavi sono quasi totalmente convertiti in guadagno, per ovvi motivi), oppure significa che le spese ed i tempi saranno tagliati al punto tale che sì il guadagno risultante sarà comunque "decoroso", ma forse non si potrà dire altrettanto per il lavoro eseguito.

Visita dentistica gratuita o a pagamento?

dentista freudianoUna nota che merita a mio avviso una considerazione a parte, riguarda il seguente quesito: "La visita di controllo dal dentista si paga?"
Un quesito annoso, e che rimarrà a mio parere irrisolto, in quanto non esiste un consenso unanime neppure tra i colleghi. In questa sede, affronterò la discussione in modo ovviamente soggettivo.
In quanto tale, la visita dentistica è a tutti gli effetti una prestazione professionale specialistica, al pari di una visita dermatologica, ginecologica, ortopedica, cardiologica, oculistica, eccetera, eccetera (ovviamente si parla in questa sede dell'ambito privato, in quanto le stesse prestazioni, in ambito ospedaliero, vengono erogate in regimi economici agevolati - e comunque non a titolo gratuito, salvo eccezioni). Esistono dermatologi, ginecologi, ortopedici, cardiologi o oculisti che nei loro studi privati effettuano visite specialistiche gratuite? Ovviamente no, e altrettanto ovviamente lo stesso principio si deve applicare all'odontoiatria, e quindi ai dentisti/odontoiatri.
Naturalmente, rimanendo nell'ambito della libera professione, il singolo professionista è libero di scegliere se chiedere o meno un compenso per le visite che effettua, e secondo quali modalità richiederlo; purtroppo, la stessa scelta non spetta al paziente, che dovrebbe sempre e comunque supporre che la visita dentistica che si appresta a sostenere richieda un compenso pecuniario (sul quale ha tutto il diritto di documentarsi preventivamente), onde evitare incomprensioni e discussioni con il professionista, o chi per lui esigerà il pagamento.
Nella mia pratica professionale ho scelto di chiedere un compenso fisso per la visita di controllo, che però non rimane "fine a sé stesso", in quanto in caso di prestazioni successive (igiene, otturazioni/ricostruzioni, devitalizzazioni, protesi, eccetera) l'ammontare già pagato per la visita stessa viene sottratto al costo totale delle prestazioni, contando a tutti gli effetti come una "prima rata" sul lavoro da eseguire; in sostanza, rimborso la visita di controllo alle persone che scelgono di proseguire le cure presso il mio studio. Tipicamente accade che il paziente che esegue una visita di controllo a distanza di molto tempo dalla sua ultima visita, avendo anche necessità di effettuare una seduta di igiene orale (ovvero la classica pulizia dei denti), paga unicamente l'igiene, e la visita si considera inclusa nella prestazione.
Questa "politica", naturalmente, penalizza coloro i quali si rivolgono a numerosi colleghi, richiedendo a ciascuno un preventivo, e preferendo l'alternativa più economica; così come è corretto per il paziente decidere in maniera consapevole se affrontare una spesa, ed in base a quali parametri farlo, è altrettanto giusto che il professionista richieda un congruo compenso per aver dedicato del tempo lavorativo al paziente (una visita di controllo che sia tale non si esaurisce in qualche minuto, ma richiede tempo sia per l'esame clinico vero e proprio, che per la "relazione" verbale, utile al paziente per comprendere la sua situazione); naturalmente spetta al paziente, se lo ritiene opportuno e/o necessario, richiedere un referto dettagliato della visita, firmato e timbrato dal medico, e che può o meno, a discrezione del medico, essere redatto dietro un compenso aggiuntivo.

Il fantomatico "tariffario minimo" dei dentisti

Per concludere, esiste un tariffario minimo varato dall'Ordine dei Medici per ogni branca della medicina, Odontoiatra compresa. Tuttavia questo tariffario è basato su un accordo risalente al 1992, e ne è stata "derivata" una versione aggiornata al 2002, in Euro, secondo dei parametri forniti dall'ISTAT.
Se siete curiosi, potete ricercare tale tariffario su un qualunque motore di ricerca, tuttavia l'attendibilità è scarsa, in primo luogo in quanto "minimo", ovvero, riporta il compenso scendendo sotto il quale si violerebbe il considdetto "decoro professionale", ed in secondo luogo perché a volte addirittura impraticabile, in quanto alcune delle tariffe non coprirebbero, in alcuni casi, neppure le nude spese dovute all'odontotecnico per le sue competenze. In ogni caso, il tariffario minimo nazionale delle prestazioni mediche, così come tutti i tariffari minimi di categoria, è stato abolito con l'art.2, lett. A, della Legge 4/8/2006 n.248, di conversione del DL 4/7/2006 n.223 (legge Bersani).

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