Casi di vecchie devitalizzazioni infette ripetute per rimuovere il focolaio infettivo
Paziente giunto in osservazione, con primo premolare superiore destro già devitalizzato, e evidente granuloma sull'apice della radice (notare il "buco nero" nell'osso attorno alla punta della radice del dente, e come il riempimento canalare si fermi qualche mm prima della fine della radice)
Situazione a 10 mesi dopo il ritrattamento canalare (il dente è stato "riaperto", è stato rimosso il vecchio materiale di otturazione canalare, e dopo accurata disinfezione dei canali, è stato otturato nuovamente). Notare come il "buco nero" preesistente è ora colmato da osso neoformato, nonostante il materiale usato per la chiusura canalare sia in parte fuoriuscito dalla radice (la linea curva bianca che prosegue oltre l'apice; in questo caso, la fuoriuscita di materiale durante la compattazione è stata grandemente facilitata dalla mancanza di uno "stop" apicale dovuta al riassorbimento osseo). L'annullamento della carica batterica all'interno del sistema canalare è sufficiente perché l'organismo possa attuare in piena efficienza le misure riparative (col tempo, anche il materiale in eccesso al di fuori della radice verrà riassorbito tramite normali fenomeni di lisi e fagocitosi cellulare). Il ritrattamento di denti già devitalizzati è una procedura che mi limito ad eseguire su elementi con uno o due canali, ed in buone condizioni strutturali, in quanto più predicibile; il ritrattamento dei molari (con almeno 3 canali, due dei quali solitamente curvi) è più arduo ed a volte meno gratificante.
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