Studio dentistico Mauro Savone

Curiosità dentistiche: casi particolari

Qui raccolgo le fotografie (quelle meno "crude") dei casi più particolari e infrequenti che può capitare di osservare durante la pratica clinica

Caso 1. Otturazioni in amalgama su due molari inferiori; eseguite probabilmente o con amalgama di scarsa qualità, oppure non compattato a sufficienza, risultando con una durezza superficiale molto ridotta; i buchi presenti si sono aperti semplicemente passando la punta dell'ablatore ad ultrasuoni sulla loro superficie.
Caso 1. Otturazioni in amalgama su due molari inferiori; eseguite probabilmente o con amalgama di scarsa qualità, oppure non compattato a sufficienza, risultando con una durezza superficiale molto ridotta; i buchi presenti si sono aperti semplicemente passando la punta dell'ablatore ad ultrasuoni sulla loro superficie.
Caso 2. Dente del giudizio superiore microdontico, ovvero di dimensioni molto ridotte.
Caso 2. Dente del giudizio superiore microdontico, ovvero di dimensioni molto ridotte.
Caso 2. La microdonzia del dente del giudizio è visibile dalla lastra, assieme ad una corona dalla forma ricurva verso l'avanti.
Caso 2. La microdonzia del dente del giudizio è visibile dalla lastra, assieme ad una corona dalla forma ricurva verso l'avanti.
Caso 3. Caso particolare di permanenza in arcata dei due secondi molaretti da latte; è presente agenesia del secondo premolare inferiore destro, mentre il secondo premolare inferiore sinistro è ectopico, cioè fuori dalla sua sede normale (è visibile nella lastra sotto il secondo molare inferiore sinistro)
Caso 3. Caso particolare di permanenza in arcata dei due secondi molaretti da latte; è presente agenesia del secondo premolare inferiore destro, mentre il secondo premolare inferiore sinistro è ectopico, cioè fuori dalla sua sede normale (è visibile nella lastra sotto il secondo molare inferiore sinistro)
Caso 4. Situazione piuttosto compromessa in cui sono rimaste le radici ed i monconi dei denti anteriori inferiori, con notevole accumulo di placca e carie della superficie dentale; si nota l'importante contrasto tra la zona edentula posteriore, dove è presente un importante deficit osseo, e invece l'osso alveolare alteriore, che ha conservato buona parte del suo volume per la permanenza delle radici dentarie; la tumefazione è dovuta ad una grave infiammazione gengivale che è andata lentamente incontro a remissione dopo l'estrazione delle radici.
Caso 4. Situazione piuttosto compromessa in cui sono rimaste le radici ed i monconi dei denti anteriori inferiori, con notevole accumulo di placca e carie della superficie dentale; si nota l'importante contrasto tra la zona edentula posteriore, dove è presente un importante deficit osseo, e invece l'osso alveolare alteriore, che ha conservato buona parte del suo volume per la permanenza delle radici dentarie; la tumefazione è dovuta ad una grave infiammazione gengivale che è andata lentamente incontro a remissione dopo l'estrazione delle radici.
Caso 5. Tumefazione sulla superficie laterale della lingua in un fumatore con scarsissima igiene orale; osservandola isolatamente si potrebbe diagnosticare come una possibile neoplasia, ad esempio un fibroma; nella realtà si è risolta autonomamente, scomparendo dopo l'estrazione di un molare inferiore molto cariato, e fratturato, che traumatizzava in maniera cronica la lingua, causandone la formazione visibile in foto.
Caso 5. Tumefazione sulla superficie laterale della lingua in un fumatore con scarsissima igiene orale; osservandola isolatamente si potrebbe diagnosticare come una possibile neoplasia, ad esempio un fibroma; nella realtà si è risolta autonomamente, scomparendo dopo l'estrazione di un molare inferiore molto cariato, e fratturato, che traumatizzava in maniera cronica la lingua, causandone la formazione visibile in foto.
Caso 6. Raro caso di denti sovrannumerari: sono presenti 4 molari per ogni parte invece di 3; è come se in questa bocca ci fossero 8 denti del giudizio.
Caso 6. Raro caso di denti sovrannumerari: sono presenti 4 molari per ogni parte invece di 3; è come se in questa bocca ci fossero 8 denti del giudizio.
Caso 7. Primo molare superiore con un tubercolo accessorio del Carabelli molto accentuato e appuntito; la stessa caratteristica era presente sul molare controlaterale.
Caso 7. Primo molare superiore con un tubercolo accessorio del Carabelli molto accentuato e appuntito; la stessa caratteristica era presente sul molare controlaterale.
Caso 8. Incisivo lateriale superiore sovrannumerario; in casi simili, se l'indisivo laterale "principale" è gravemente danneggiato, è possibile scegliere di estrarlo e portare al suo posto il sovrannumerario sano, anche se non è stato necessario in questo caso.
Caso 8. Incisivo lateriale superiore sovrannumerario; in casi simili, se l'indisivo laterale "principale" è gravemente danneggiato, è possibile scegliere di estrarlo e portare al suo posto il sovrannumerario sano, anche se non è stato necessario in questo caso.
Caso 9. Premolare sovrannumerario nell'arcata inferiore,in corrispondenza del secondo premolare destro; sono visibili anche un terzo molare incluso, ed un secondo molare di dimensioni ridotte e con una sola radice, in tutto e per tutto simile ad un premolare, motivo per cui è possibile che si possa trattare in realtà di un secondo premolare sovrannumerario che è erotto nella posizione di un secondo molare assente per agenesia.
Caso 9. Premolare sovrannumerario nell'arcata inferiore,in corrispondenza del secondo premolare destro; sono visibili anche un terzo molare incluso, ed un secondo molare di dimensioni ridotte e con una sola radice, in tutto e per tutto simile ad un premolare, motivo per cui è possibile che si possa trattare in realtà di un secondo premolare sovrannumerario che è erotto nella posizione di un secondo molare assente per agenesia.
Caso 10. Sovrannumerario conoide tra i due incisivi centrali superiori (cosiddetto mesiodens) nella bocca di un bambino.
Caso 10. Sovrannumerario conoide tra i due incisivi centrali superiori (cosiddetto mesiodens) nella bocca di un bambino.
Caso 11. Tipico caso di fusione tra incisivi, in cui due gemme dentarie nella fase di formazione vanno incontro a unione e danno origine ad una sola struttura che conserva un grado di separazione più o meno accentuato; in questo caso è visibile un accenno del solco di separazione dei due incisivi inferiori, che comunque risultano fusi in un unico corpo.
Caso 11. Tipico caso di fusione tra incisivi, in cui due gemme dentarie nella fase di formazione vanno incontro a unione e danno origine ad una sola struttura che conserva un grado di separazione più o meno accentuato; in questo caso è visibile un accenno del solco di separazione dei due incisivi inferiori, che comunque risultano fusi in un unico corpo.
Caso 12. Importante e diffusa esostosi nell'arcata superiore; in questa fotografia è visibile l'emiarcata destra, maggiormente colpita.
Caso 12. Importante e diffusa esostosi nell'arcata superiore; in questa fotografia è visibile l'emiarcata destra, maggiormente colpita.
Caso 12. Visione occlusale dell'esostosi, si nota come il tessuto osseo ipertrofico e iperplastico sia esteso non solo sul versante vestibolare (esterno), ma anche quello occlusale e palatale.
Caso 12. Visione occlusale dell'esostosi, si nota come il tessuto osseo ipertrofico e iperplastico sia esteso non solo sul versante vestibolare (esterno), ma anche quello occlusale e palatale.
Caso 13. Dente del giudizio conoide. Quasi sempre la deformazione conoide dei denti è presente nei settori anteriori e superiori, o a carico degli incisivi laterali, oppure con un dente "sovrannumerario" tra, o dietro, i due incisivi centrali.
Caso 13. Dente del giudizio conoide. Quasi sempre la deformazione conoide dei denti è presente nei settori anteriori e superiori, o a carico degli incisivi laterali, oppure con un dente "sovrannumerario" tra, o dietro, i due incisivi centrali.
Caso 13. La forma conoide di un dente del giudizio è quindi piuttosto infrequente, anche se gli ottavi sono spesso denti "perseguitati" in virtù del loro ruolo che evoluzionisticamente va scomparendo.
Caso 13. La forma conoide di un dente del giudizio è quindi piuttosto infrequente, anche se gli ottavi sono spesso denti "perseguitati" in virtù del loro ruolo che evoluzionisticamente va scomparendo.
Caso 14. Sorriso "vampiresco" osservato in una giovanissima ragazza; si tratta di una malformazione conoide di entrambi gli incisivi laterali superiori, risolvibile immediatamente con delle ricostruzioni in composito, o eventualmente delle corone in ceramica, che quasi non richiederebbero di limare i denti, in quanto già di dimensioni ridotte. (la fotografia è di scarsa qualità, in quanto trovandomi in una struttura pubblica mi sono dovuto accontentare di usare il cellulare)
Caso 14. Sorriso "vampiresco" osservato in una giovanissima ragazza; si tratta di una malformazione conoide di entrambi gli incisivi laterali superiori, risolvibile immediatamente con delle ricostruzioni in composito, o eventualmente delle corone in ceramica, che quasi non richiederebbero di limare i denti, in quanto già di dimensioni ridotte. (la fotografia è di scarsa qualità, in quanto trovandomi in una struttura pubblica mi sono dovuto accontentare di usare il cellulare)
Caso 15. Frattura della struttura metallica di un vecchio ponte in estensione; l'ultimo dente della protesi, un secondo premolare inferiore destro, non ha alcun moncone, ed il ponte sfruttava come ultimo supporto il moncone del primo premolare (il dente subito davanti, quello col metallo scoperto); le tensioni continue sul metallo avevano prima provocato la frattura della ceramica, che è stata ricoperta da composito, ma al distacco del composito si è messa in evidenza la rottura definitiva anche del metallo; alla fine l'elemento in estensione è stato tagliato via, e gli ultimi denti verranno sostituiti con impianti.
Caso 15. Frattura della struttura metallica di un vecchio ponte in estensione; l'ultimo dente della protesi, un secondo premolare inferiore destro, non ha alcun moncone, ed il ponte sfruttava come ultimo supporto il moncone del primo premolare (il dente subito davanti, quello col metallo scoperto); le tensioni continue sul metallo avevano prima provocato la frattura della ceramica, che è stata ricoperta da composito, ma al distacco del composito si è messa in evidenza la rottura definitiva anche del metallo; alla fine l'elemento in estensione è stato tagliato via, e gli ultimi denti verranno sostituiti con impianti.
Caso 16. Amelogenesi incompleta: il margine incisale del dente manca completamente, e la parte scoperta corrisponde ad un frammento di una vecchia ricostruzione in composito che si è fratturato, lasciando scoperta la dentina. Il paziente riferisce che i denti hanno sempre avuto questo difetto, quindi si presume fosse una situazione congenita. Non si tratta di amelogenesi imperfetta, infatti quest'ultima è caratterizzata da assenza dello smalto a chiazze o assottigliamento dello stesso.
Caso 16. Amelogenesi incompleta: il margine incisale del dente manca completamente, e la parte scoperta corrisponde ad un frammento di una vecchia ricostruzione in composito che si è fratturato, lasciando scoperta la dentina. Il paziente riferisce che i denti hanno sempre avuto questo difetto, quindi si presume fosse una situazione congenita. Non si tratta di amelogenesi imperfetta, infatti quest'ultima è caratterizzata da assenza dello smalto a chiazze o assottigliamento dello stesso.
Caso 16. Aspetto della dentina "nuda", si nota la massa interna gialla che normalmente è ricoperta da smalto; piccolo inciso, questo è il motivo per cui i denti non sono bianchi ma è normale che siano giallini: lo smalto ha un certo grado di trasparenza, e la dentina sottostante si note in traslucenza. Anche l'incisivo centrale accanto risulta ricostruito in composito, presumibilmente entrambi presentavano il medesimo difetto congenito.
Caso 16. Aspetto della dentina "nuda", si nota la massa interna gialla che normalmente è ricoperta da smalto; piccolo inciso, questo è il motivo per cui i denti non sono bianchi ma è normale che siano giallini: lo smalto ha un certo grado di trasparenza, e la dentina sottostante si note in traslucenza. Anche l'incisivo centrale accanto risulta ricostruito in composito, presumibilmente entrambi presentavano il medesimo difetto congenito.
Caso 17. Carie destruente dell'ultimo molare inferiore destro; lo smalto occlusale si è fratturato col tempo, crollando sotto la spinta masticatoria a causa dell'assenza di qualunque supporto sottostante, essendo la dentina completamente cariata. Il colore marrone vivo del fondo della cavità, assieme all'aspetto poroso, lasciano presupporre che ci sia uno strato di almeno altri 2mm di dentina cariata da rimuovere prima di raggiungere il tessuto sano; la frattura dello smalto ha lasciato uno spigolo vivo nell'angolo posteriore, che a contatto con la lingua ha lo stesso effetto di uno spillo puntato sui tessuti molli, ed infatti aveva causato un'ulcera piuttosto profonda, oltre a provocare un forte dolore durante la deglutizione. L'intervento in urgenza su questo dente consiste nel rimuovere l'angolo acuminato dello smalto, ma il dente è destinato all'estrazione.
Caso 17. Carie destruente dell'ultimo molare inferiore destro; lo smalto occlusale si è fratturato col tempo, crollando sotto la spinta masticatoria a causa dell'assenza di qualunque supporto sottostante, essendo la dentina completamente cariata. Il colore marrone vivo del fondo della cavità, assieme all'aspetto poroso, lasciano presupporre che ci sia uno strato di almeno altri 2mm di dentina cariata da rimuovere prima di raggiungere il tessuto sano; la frattura dello smalto ha lasciato uno spigolo vivo nell'angolo posteriore, che a contatto con la lingua ha lo stesso effetto di uno spillo puntato sui tessuti molli, ed infatti aveva causato un'ulcera piuttosto profonda, oltre a provocare un forte dolore durante la deglutizione. L'intervento in urgenza su questo dente consiste nel rimuovere l'angolo acuminato dello smalto, ma il dente è destinato all'estrazione.
Caso 18. Ascesso fistolizzato a carico del primo molare inferiore destro (che in seguito si è scoperto essere fratturato lungo il suo asse, ed è stato quindi estratto). La tumefazione sulla gengiva presenta un foruncolo biancasto che è lo sbocco della fistola; si nota una patina marrone-grigiastra sulla mucosa circostante, presumibilmente dovuta al ristagno del pus a contatto con la guancia, e la necrosi infettiva degli strati mucosi più superficiali.
Caso 18. Ascesso fistolizzato a carico del primo molare inferiore destro (che in seguito si è scoperto essere fratturato lungo il suo asse, ed è stato quindi estratto). La tumefazione sulla gengiva presenta un foruncolo biancasto che è lo sbocco della fistola; si nota una patina marrone-grigiastra sulla mucosa circostante, presumibilmente dovuta al ristagno del pus a contatto con la guancia, e la necrosi infettiva degli strati mucosi più superficiali.

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