Hai letto "da qualche parte", ma dove? Nella comunità scientifica viene accettata come vera -fino a prova contraria- solo una conclusione supportata da prove, appunto, scientifiche. In linea di massima, per muovere un dente tutto ciò che serve è una radice (o più, se si tratta di un molare ad esempio), dell'osso in cui spostarla, ed una forza della giusta intensità che agisce sulla predetta radice (leggi la pagina "ortodonzia" del sito se vuoi sapere qual è il meccanismo biologico). Che la radice contenga al suo interno una polpa vitale, o che sia devitalizzata, che supporti un dente perfettamente sano ed in salute, o che invece alloggi un perno endocanalare, con magari una corona cementata sul moncone, all'osso interessa ben poco! Le difficoltà tecniche esistono, e ad esempio sono il cementare un bracket ortodontico sulla ceramica di una corona (si tratta unicamente di un problema di più difficile adesione rispetto allo smalto naturale), e, problema più serio, la presenza di un ponte, che unendo in maniera rigida più denti assieme, li costringe ad essere spostati in una unica direzione comune, e questo mal si accorda con le esigenze dell'ortodontista. Del resto, io stesso sto seguendo un caso di ortodonzia fissa in una persona adulta, con più elementi che io stesso ho devitalizzato e ricostruito in composito con perni endocanalari in fibra di vetro, ma l'unica difficoltà è la complessità intrinseca del caso -compensata da una ottima collaborazione- e assolutamente non i denti devitalizzati e ricostruiti. Non esiste una "durata media" per quasi nessun lavoro odontoiatrico, le variabili coinvolte e non prevedibili sono troppo numerose; solitamente la cura e l'igiene da parte del paziente, assieme a dei controlli periodici, sono tra le principali, direi tanto quanto la qualità di partenza del lavoro. Un "perno moncone" potrebbe durare anche tutta la vita.
Il dottore invita a praticare quotidianamente il
riciclo e riuso