E' vero, ma non è facilmente verificabile nella pratica clinica o necessariamente sempre corretto.
La frizione metallo-ceramica è più elevata di quella metallo-metallo, quindi, se bisogna far scorrere un attacco lungo l'arco, è come se ci fosse un'altra forza (la maggiore frizione) che si oppone allo spostamento, se l'arco è metallico e l'attacco è in ceramica (o composito). Per questo alcuni produttori fabbricano brackets in materiale trasparente, ma con slot metallici (la scanalatura dove si inserisce l'arco).
In termini scientifici comunque, per dimostrare che il tempo necessario è maggiore, dovresti curare una persona prima con gli attacchi in metallo, poi trovare un'altra persona identica alla prima, e trattare il caso esattamente allo stesso modo, cambiando solo gli attacchi, e alla fine misurare la differenza di tempo necessaria. Solo che due persone identiche non esistono (né puoi fare un "reset" della prima persona), quindi si tratta in realtà solo di una supposizione corretta in termini, ma impossibile da dimostrare se non con raffronti statistici tra gruppi di casi trattati con metodiche diverse.
Tralasciando le cosiderazioni tecniche, supponiamo che ci vogliano 2 mesi in più con gli attacchi trasparenti rispetto a quelli metallici su un periodo di due anni... cosa c'è di grave, se per un tempo maggiore del 10% hai usato un apparecchio molto meno evidente? Inoltre, dipende dal tipo di movimenti che vanno effettuati, e da quanto è importante lo scorrimento dell'arco negli attacchi per la soluzione del caso.
Infine, una considerazione squisitamente fisiologica: l'organismo accetta meglio i cambiamenti lenti e progressivi, ed i denti si spostano in maniera più efficiente se subiscono forze leggere... in questo frangente gli attacchi in ceramica sono senz'altro più "amichevoli".
Il dottore invita a praticare quotidianamente il
riciclo e riuso