Studio Dentistico Mauro Savone Via Nettunense 226, Cecchina (Roma)

Tutti fanno ricorso al TAR, ma non sanno che iscriversi ad odontoiatria non conviene più?

il blog di un dentista

Machiavelli aveva ragione coi suoi corsi e ricorsi storici, ma non è una novità.

Finito il liceo ero combattuto tra ingegneria informatica da una parte (con la mia smodata passione per i pc e la fisica) e odontoiatria dall'altra (avevo 5 anni quando decisi per la prima volta che sarebbe stata quella la mia professione, evidentemente influenzato da mio zio), così feci entrambi i test di ingresso. Quello di ingegneria, alla Sapienza, andò bene, arrivai infatti settimo su duemila partecipanti (potevo fare di meglio, ma persi troppo tempo sui test di comprensione del linguaggio scritto, mentre invece saltare subito alle domande di logica che venivano dopo mi avrebbe fatto racimolare più punti); per Odontoiatria la questione era più complicata, infatti l'anno precedente (si parla del 1996), a fronte di un numero chiuso alla Sapienza di 60 posti, entrarono ben 285 persone, perché chi non aveva superato il test di ammissione fece ricorso al TAR, che con una sentenza di sospensione permise di entrare a "cani e porci" (come mi piaceva dire all'epoca, e come penso tutt'ora, senza alcuna offesa a cani e suini).

Se ti sei iscritto al test significa che hai implicitamente accettato di partecipare alla selezione, e quindi anche di venire escluso qualora meno bravo degli altri, per cui non si capisce con che faccia di bronzo ti permetti di adire le vie legali per entrare comunque nel corso di laurea, una volta che non hai raggiunto un punteggio sufficiente; è un atteggiamento infantile, opportunistico ed incoerente. Da tipico italiano insomma.
Ooops.

Puoi contestare l'ingiustizia di fissare un numero chiuso, brandendo l'arma del "diritto allo studio" (ma io penso che anche l'università abbia dei diritti, tra i primi quello di essere frequentata da una quantità gestibile di studenti meritevoli), però a quel punto organizza un ricorso preventivo, piuttosto che tentare comunque il test, "tanto se va male faccio causa ed entro lo stesso".

Ebbene, tornando all'aneddoto, a causa dei "cani e porci" che entrarono in massa in Sapienza l'anno precedente, quando venne il mio turno l'università più grande d'Italia aveva chiuso del tutto le iscrizioni ad Odontoiatria (lo stesso accadde anche per Tor Vergata); una baraonda di nuovi cani e porci fecero comunque ricorso al TAR ed entrarono a loro volta, ma io preferii far le cose con ordine, e mi iscrissi al test di ingresso dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, l'unica a Roma che, essendo privata, non venne invasa da ricorsisti affamati di lauree, e che quindi manteneva aperto il suo corso.

"Fortunatamente" (in realtà mi feci un coso così per studiare quell'estate, tra ingegneria e odontoiatria, e non sulle risposte multiple precompilate, ma sui libri di liceo) rientrai anche tra gli ammessi ad Odontoiatria, per cui rincorsi il mio proposito atavico di diventare dentista, anche se mi costò quasi 5 volte tanto quello che avrei pagato in una università statale.
Ero ormai in specializzazione quando seppi che gli allora ricorsisti che non si erano ancora laureati vennero espulsi dall'università statale, perché il TAR aveva stabilito (nei "normali" tempi della giustizia italiana) che il ricorso non poteva essere accolto; tutti gli altri, che erano rimasti in corso con gli esami, ormai si erano accaparrati il titolo.

Facciamo un salto in avanti di quasi 20 anni (sigh), mi arriva oggi una newsletter che mi informa dei ricorsi al TAR fatti dagli studenti iscrittisi al test di ammissione ad odontoiatria, e che non avendo superato la selezione hanno deciso di entrare di prepotenza; prima è arrivata la sospensione del TAR che ha permesso le immatricolazioni selvagge, poi una direttiva ministeriale che sparpaglia questi studenti in tutta Italia per non far esplodere gli atenei più bersagliati (in particolare quello di Bari).

Questo però è solo un dettaglio, perché tanti altri ragazzi (ne ho conosciuto qualcuno) ogni anno rientrano in Italia come dottori dopo essere stati mandati dai facoltosi genitori a studiare odontoiatria in Spagna e Portogallo, che sono nella comunità europea i paesi più gettonati a questo scopo; non ci si può far nulla, siccome facendo parte della comunità europea siamo obbligati a dare alle lauree spagnole e portoghesi lo stesso valore di quelle italiane.

Da quando io ero una "matricola" ne è passata di acqua sotto i ponti: il turismo odontoiatrico, la crisi, i low cost, i media che sparano a zero sulla categoria, la pubblicità selvaggia. Un neolaureato di oggi ha di fronte a sé poche strade (se non è figlio d'arte, ma anche in quel caso è probabile che il padre abbia ben poco da lasciare in dote): venire assoldato da un low-cost come manovalante, pagato poco più di una colf (siccome la domanda è poca e l'offerta è straripante), ma con tonnellate in più di responsabilità, fare da tirocinante senza alcun rimborso presso una struttura pubblica o privata, aprire un suo studio (o rilevarlo da un collega "stufo di lavorare", senza garanzia di ereditarne anche i pazienti) con l'unica certezza di spendere tanto (tanto) denaro, ma con tante variabili davanti, o infine fuggire all'estero cercando pascoli più verdi (perché comunque in Italia il fisco ci vede tutti invariabilmente come grassi polli da spennare, ignorando volontariamente il reale stato delle cose).

Il punto è che tutte queste cose sono sotto l'occhio di chiunque: i low cost si fanno pubblicità anche nei vespasiani, e che c'è "la crisi" lo sanno pure i bambini, quindi perché il neodiplomato pensa ancora che fare il dentista significhi diventare ricco? Facendo comunque finta per un attimo che scegliere l'università in base a quanti soldi si spera di guadagnare non sia già di per sé una pessima decisione.

Se, oggi come oggi, dovessi iniziare da zero, sapendo quello che so adesso, credo farei l'idraulico; fortunatamente però, anche se mi destreggio con i lavoretti in casa, e sono capace di riparare da solo la mia poltrona quando smette di funzionare qualcosa, mi piace di più la mia professione e la porto avanti serenamente.

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gravatar di Guglielmo Guglielmo
19 Mar 2017, 19:36
Ciao Mauro, dal tuo articolo ne deduco che chi pensa di diventare ricco facendo odontoiatria è solo un illuso. O nasci figlio d'arte o hai alle spalle una famiglia che possa aprirti uno studio o se no il gioco non vale la candela.
gravatar di Mauro Mauro
21 Dec 2016, 18:00
Suppongo dipenda più che altro dalla propensione al rischio e il desiderio di fare impresa del singolo, o quello di evitare impegni e beghe burocratiche, piuttosto che da considerazioni generali sempre valide.
gravatar di Matteo Matteo
21 Dec 2016, 12:29
Secondo te, coi tempi che corrono per un neolaureato sarà meglio in futuro essere titolare di studio o essere collaboratore in altri studi?
gravatar di Mauro Mauro
13 Dec 2016, 12:18
Se è vero, beato lui!
gravatar di Matteo Matteo
12 Dec 2016, 20:43
Si ho letto è la risposta è sicuramente "non conviene". Anche in altri forum ho letto persone che si lamentano di mille cose soprattutto dei pagamenti in stra ritardo. Un ragazzo che conosco, è laureato in odontoiatria da circa 3 anni e, mi ha detto che guadagna facendo consulenze in studi, 3500 euro al mese in media. E per 3500 intende netti. Secondo te è un conta frottole o è vero che si può guadagnare così? Non so più a chi credere
gravatar di Mauro Mauro
10 Dec 2016, 17:46
Un neolaureato consulente presso altri studi guadagna sicuramente poco... quanto s'intende per "poco" è quantomai variabile. Ma riceverai sicuramente esperienza in cambio, e ti risparmierai le beghe infinite di gestire uno studio tuo. Se però mi chiedi per tuo fratello, l'articolo che hai letto qui sopra non ti basta per avere già una risposta? :)
gravatar di Matteo Matteo
10 Dec 2016, 13:32
Ciao Mauro, sono contento che ci siano persone che descrivano la realtà per quello che è. Io avrei alcune domande da porti. A breve anche io sarò dentista e volevo sapere cosa mi serverà il futuro, ovvio che tu non sia un indovino ma conosci sicuramente la situazione meglio di me e dei professori che ti pompano tanto.
1) Io non sono figlio d'arte e, provengo da una famiglia povera. Siccome non avrò mai uno un mio studio privato mi aspetta una vita da dipendente. La mia prima domanda è quanto guadagna secondo te un dentista dipendente in studi privati?
2) La mia seconda domanda è secondo te conviene fare odontoiatria se non si ha la possibilità di diventare in futuro titolare di un proprio studio? Questa domanda la rivolgo per mio fratello che anche lui è indeciso se fare questa strada.
Io gli ho consigliato ingegneria vedendo come il settore odontoiatrico sia in crisi.
Grazie
gravatar di Mauro Mauro
1 Apr 2016, 10:45
Riguardo alla realtà dell'architettura in Italia, hai ragione; ho esperienza indiretta, e penso che ora come ora l'unico motivo per cui l'ordine degli architetti accetta nuovi iscritti, oltre alla quantità enorme che ne ha già, è quello di far entrare nelle sue casse nuove quote di iscrizione, che fanno sempre comodo. Questa è stata la forte impressione che ho avuto assistendo ad una ceremonia di abilitazione presso l'ordine di Roma.
Biologia e chimica dai miei ricordi sono concentrate nei primi due anni, non credo che nel nuovo ordinamento trovino molto più spazio; certo è che si tratta di basi che devi conoscere per seguire le altre materie, così come non puoi pretendere di fare calcoli strutturali per un edificio se non conosci le proprietà dei materiali edilizi.
La paura del sangue si vince, da studente sono svenuto guardando una goccia di sangue che usciva durante un'estrazione, ed ora la chirurgia è tra le branche che più mi divertono... chiediti piuttosto se lo sbocco che ti "promette" tuo padre sia davvero così garantito, o meglio, chiedilo a tuo padre.
gravatar di Luca Luca
31 Mar 2016, 18:26
Sono uno studente di architettura al 1° anno in quanto credo che questa sia la mia passione. Purtroppo mi sono reso conto solo ora che di architetti in italia ce ne sono davvero troppi. Mio padre ha una attività dentistica già avviata e vorrebbe che studiassi odontoiatria così da poter imparare e lavorare con lui. Sono abbastanza confuso e non so bene cosa fare, ho molta paura del sangue e credo che se dovessi fare l' odontoiatria mi occuperei solo di curare i bambini e quindi di apparecchi, ricostruzioni, pulizie, carie, ecc sia perchè mi piace stare con i bambini e sia perchè così non dovrei affrontare delle brutte situazioni che abbiano a che fare con il sangue.. Leggendo il piano di studi mi sono reso conto della grande presenza di biologia e chimica che non amo molto ed ora non so bene cosa fare. Gli studi sono davvero incentrati così tanto sulla biologia e sulla chimica?
Potrebbe essere che magari studiando e lavorando mi appassioni di più e che non abbia più paura del sangue?
Non so se proseguire con architettura o se puntare ad odontoiatria, perchè se così fosse dovrei iniziare a studiare da ora.. La ringrazio
gravatar di Mauro Mauro
28 Mar 2016, 15:07
In Italia non esiste (più) il titolo di "odontostomatologo", con o senza specializzazione; con la laurea, seguita da esame di Stato, sei già in grado di esercitare come dentista.
gravatar di Emilio Emilio
28 Mar 2016, 10:45
La ringrazio per avermi risposto. Quindi con la sola laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria non si diventa "odontostomatologi", ma occorre una specializzazione in tale disciplina. Giusto?
Buone Feste!
gravatar di Mauro Mauro
25 Mar 2016, 22:19
@Emilio
Complimenti per la motivazione :)
1) Sì, laurea e superamento dell'esame di Stato sono i soli requisiti per esercitare la professione, la specializzazione è un titolo accessorio non indispensabile
2) Non saprei risponderti meglio di una ricerca su google, tuttavia quando anni e anni fa registrai il dominio di questo sito ("medico-odontoiatra" per l'appunto) dovrei aver controllato, con esito positivo, prima di aprirlo con questo nome proprio per evitare di commettere illeciti o quantomeno gaffes!

@Matteo
grazie per avermi confermato che, lì fuori, qualcuno che ha capito questo semplice concetto (semplice, non facile) c'è :) Purtroppo "la gente" continua ad esser convinta del contrario, sia quando deve scegliere una facoltà, sia quando deve giudicarne i laureati...
gravatar di Matteò Matteò
25 Mar 2016, 19:19
Ormai l'importante è studiare ciò per cui si sente piú motivati. Ormai tutti i corsi di laurea, in Italia, versano in uno stato critico. Io studio Chimica e tecnologia farmaceutiche e un giorno magari farò il farmacista. Beh chechè se ne dica sarà ben contento di fare ciò. Se gli odontoiatri sono considerati di sanitari di serie B, pensate che i farmacisti in Italia sono considerati sanitari di serie Z. Nonostante ciò che pensa la gente, si deve intraprendere una strada che ci renda felici.... non una strada che renda felici gli altri! Magari è una professione con cui si avrà una retribuzione misera, ma l'importante è avere uno stipendio dignitoso per poter tirare avanti e magari mettere su una famiglia.
Sono finiti i tempi degli ingegneri o dei medici con stipendi a 6 zeri.
gravatar di Emilio Emilio
25 Mar 2016, 13:53
Buongiorno Dott. Savone. Ho sostenuto il test d'accesso alla facoltà di Medicina ed Odontoiatria, purtroppo con esito negativo nonostante fossi idoneo. Non ho però ritenuto opportuno e leale adire alle vie legali perché credo che bisogna ottenere ciò che si vuole con le proprie forze, senza scorciatoie. Tuttavia mi son messo a studiare già da ora sperando di risultare vincitore nel prossimo concorso che, con tutta probabilità, si terrà nuovamente a settembre.
In particolare vorrei porre alla sua cortese attenzione alcuni dubbi:
1) leggendo sul sito della facoltà si può leggere che "al termine della laurea gli studenti, dopo aver superato l'esame di Stato, possono esercitare la professione di Odontoiatra e Odontostomatolgo. Quest'ultima branca non necessita quindi di alcuna specializzazione?
2) un odontoiatra (con la laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria) può fregiarsi del titolo "Medico-odontoiatra?

La ringrazio in anticipo.
gravatar di Mauro Mauro
9 Mar 2016, 22:25
E perché mai non avrei dovuto pubblicare il tuo commento? E' pertinente, è scritto in un italiano corretto e scorrevole, ed è una testimonianza che dà man forte a quello che ho già scritto io.
Sei persino più informata di me sulla situazione estera, io ancora credevo che l'Australia fosse un lido felice con l'unica difficoltà della distanza e della selezione stringente, eppure...
Se tuttavia hai seguito le recenti vicende relative ai grossi nomi del franchising, ti renderai conto che alcuni grossi nodi hanno iniziato a venire al pettine (cfr. l'articolo più recente di questo blog); peraltro, nonostante bersagliata da uova marce da diversi anni, la nostra professione rimane indispensabile.
C'è sempre un lato positivo, anche se ormai è diventato un piccolo cateto!
gravatar di Studentessa Studentessa
9 Mar 2016, 20:11
Ringrazio lei della risposta che non credevo di ricevere; non pensavo nemmeno che il commento sarebbe stato pubblicato, è stato brutto scriverlo e fa molto male rileggerlo, perché è una presa di coscienza che nel quotidiano, fra le lezioni e i banchi universitari, rimane piu' ovattata, lontana, e quasi irreale. Invece purtroppo non lo è. Che dire? L'estero l'avevo già pensato ancora prima di iscrivermi all'università, il problema è che non credo che la situazione europea, col mercato globalizzato, sia poi così diversa da quella italiana. E credo che alcune delle cose che proprio non mi vanno giu' siano insite nella professione, e la considerazione che hanno le persone dell'odontoiatria stia solo che peggiorando con le logiche di mercato. E dire che io tutto volevo fare meno che la mercante!
Potrebbe esserci un passo avanti per quanto riguarda la mentalità, come onestà dei singoli e dedizione all'impegno (e non è poco), ma ricordo che molti dei problemi che questa professione ha cominciato ad avere (pletora, mercificazione) derivano da paesi europei (le università a pagamento sono in Spagna, Belgio, Romania, Ungheria... le cliniche lowcost sono partite piu' o meno dagli stessi paesi... e ve ne sono altri) in Inghilterra nel nostro campo lamentano pletora, la Francia la conosco bene e hanno gli stessi problemi nostri, fuori UE? A parte le grosse difficoltà per il riconoscimento della laurea, in Chile hanno addirittura aperto una pagina fb per disincentivare gli studenti a iscriversi :) https://www.facebook.com/estudiantedeodontologiachilenofuturocesante/?fref=ts
in Australia hanno tolto i DDS dalla Skilled Occupation List per, anche lì, numero eccessivo di esercitanti. Insomma sembra proprio un disastro! In effetti creare facoltà ad hoc che sfornano all'anno tanti dentisti quanti ne uscivano in 10 anni dalle scuole di specializzazione (per dire) forse forse non è stata proprio una buona idea...
gravatar di Mauro Mauro
14 Feb 2016, 21:18
Ti ringrazio di aver deciso di lasciare qui il tuo sfogo, davvero, perché suona totalmente sincero e fornisce uno spaccato di realtà disarmante... da parte mia, invece che rassicurarti come sicuramente non ti aspettavi che facessi, ti confermo che la "moda" è proprio quella che vedi!
Lo spazio per chi vuole crescere c'è, anzi ce ne è di più siccome la maggioranza non è intenzionata a farlo, tuttavia il paziente non è in grado di capirlo, può solo giudicare se lo studio è sbrilluccicante, se la segretaria è gentile e sorridente, se il trattamento è finanziabile a tasso zero; a questo punto chi come te vuol farsi il mazzo tanto, finisce inevitabilmente per pensare "cui prodest?"
Non disperare comunque, se troverai la forza di volontà (non le capacità, da quanto dici ne hai già) di arrivare al traguardo, avrai la possibilità di iniziare la tua avventura direttamente fuori dall'Italia; non che non sia una idea da valutare a prescindere dalla facoltà...
gravatar di Studentessa Studentessa
14 Feb 2016, 12:58
l'odontoiatria si monetizzava bene, al venire a conoscenza che tutti gli altri medici nel pomeriggio facevano il dentista perché era piu' semplice, meno faticoso, si guadagnava bene. Ad oggi è uguale, mi sono fatta un culo tanto per passare una selezione e mi sono ritrovata 2 mesi dopo con il triplo dei compagni che avrei dovuto avere per i ricorsi, la maggior parte "figli di" (quindi poi chissenefrega se ai tirocini siamo 60 invece che 20), che ovviamente non hanno avuto voglia di studiare per un test e ora passano TUTTI gli esami copiando, perchè basta il 18 e il pezzo di carta, il disinteresse dilaga, e gli altri sono comunque lì sempre per una scelta di comodo, perchè è piu' facile di medicina e hanno ancora l'idea che si diventi ricchi. E poi ci si chiede perchè si è considerati di serie B.
E allora mi sento una merda, ed ho paura, in primis perchè io la voglia di farmi il culo ce l'avevo davvero, di piazzarmi lì e studiare per acquisire delle competenze, e trovarmi un domani a lavorare con persone valide, competenti, di valore, a curare qualcuno facendo qualcosa che serva e non a vendergli una prestazione in un centro con fuori un cartellone gigante dell'otturazione 3x1 o dello sbiancamento per avere i dentibbelli. Ho paura che avrei potuto fare di piu', avrei dovuto fare di piu', per mia soddisfazione personale oltre che per la paura di spendere tempo e soldi in una cosa che non mi garantirà un futuro.
Vorrei tanto che qualcuno mi dicesse che non ho realisticamente le motivazioni per sentirmi così, ma dubito accadrà. Mi scuso per lo sfogo, era giusto per far sapere cosa passa per la testa di qualche studentello odierno della nuova generazione choosy.
gravatar di Studentessa Studentessa
14 Feb 2016, 12:51
Buongiorno, studio odonto al 2° anno e sono capitata qui per caso in uno dei miei tanti momenti di sconforto.
Non ho parenti nel campo e la situazione odierna della professione l'ho conosciuta solo dopo essere entrata nel corso (mea culpa x questo), leggendo e ascoltando in giro. Al test scelsi odonto perchè mi piaceva l'idea di una professione MEDICA, prevalentemente manuale ma non solo, con pz "collaboranti" (parlano, si muovono) con cui si crea rapporto continuativo, e in cui non si vivono sofferenze e morti quotidianamente, le possibilità lavorative discrete. Inoltre avevo già perso del tempo a cercare la mia strada universitaria (la passione per la medicina non l'ho scoperta subito e non sognavo da un vita di fare il medico) e il percorso era piu' immediato. Non ho riflettuto sul fatto che mi sarei chiusa molte strade che nemmeno conoscevo preferendola, sul momento, a medicina. Non sapevo delle cose che so oggi: i problemi "etici" (una professione svilita a essere piu' da commercianti che da medici), "culturali" (considerazione da sanitari di serie B, percorso di studi meno valido), e non ultimo "lavorativi" (pletora, gente che si compra la laurea nelle uni estere, ricorsi) e la paventata impossibilità per un non figlio d'arte di esercitare (i costi dell'aprire uno studio, trovare la pazientela con tutta la concorrenza, pagare master da totmila euro per imparare) -la prospettiva da quel che sento è che potrò forse aspirare a qualche collaborazione sottopagata qualche gg a settimana con gli oneri della libera professione, pochi spicci, e nessuna garanzia.
Sono dunque molto avvilita e frustrata, ho perso l'entusiasmo perchè mi sono resa conto -fra le altre cose- che questa professione ha questi problemi perché è sempre stata una scelta di comodo, a partire dal professore che mi dice che non voleva fare il dentista ma in specialità non sarebbe entrato e ai tempi con
gravatar di Mauro Mauro
9 Dec 2015, 19:29
Capisco quanto sia frustrante! Puoi sicuramente dare battaglia legale, tuttavia richiederebbe molte energie... peraltro, neppure ci si sorprende quando succedono cose simili, ci siamo tristemente abituati no?
gravatar di Antonio Antonio
9 Dec 2015, 19:04
Mi riferisco ai "ricorsisti" dello scorso anno, alcuni dei quali ammessi pur avendo totalizzato -10 punti. Condivido in toto suo pensiero.
gravatar di Mauro Mauro
9 Dec 2015, 16:35
Non so in che modo una persona non idonea, con punteggio nullo o inferiore allo zero, possa comunque passare un test di ingresso, e sarebbe interessante che tu lo spiegassi in questo spazio... comunque, finché la legge è quella vigente, purtroppo è indispensabile sottostarci.
Se devo essere spassionatamente sincero,la mia idea di implementazione ideale del numero chiuso (che comunque dovrebbe esserci a mio avviso) è molto diversa, e prevede uno sbarramento solo alla fine del primo anno: chiunque può iscriversi al primo anno di università, e solo chi supera in tempo utile tutti gli esami (o che ottiene almeno una media X, o qualunque altro criterio di valutazione) può proseguire. In tal modo si evita la pletora di professionisti laureati, chi si iscrive in università lo fa solo se ha deciso di impegnarsi seriamente (e non con l'idea intanto di entrare, "tanto poi anche se vado fuoricorso prima o poi mi laureo"), la scrematura avverrebbe sul campo piuttosto che basandosi su domande irrilevanti, ed infine con le rette del primo anno che TUTTI dovrebbero pagare si rimpinguerebbero le casse dell'università.
gravatar di Antonio Antonio
9 Dec 2015, 10:18
Buongiorno, anzitutto la ringrazio per avermi dedicato del suo tempo. Purtroppo nell'ateneo della mia città (Bari) i posti quest'anno erano veramente pochi (12) e il test era molto difficile in quanto non sempre verteva sui programmi scolastici liceali. Personalmente a me sembra banale scegliere i "migliori" attraverso domande del tipo "Chi, tra i seguenti statisti, non è stato Presidente della Repubblica?". È in tal modo che vengono selezionati gli odontoiatri o medici (ma anche architetti, infermieri, tecnici di laboratorio) del futuro? In un test di 90 minuti si può decidere il destino di un ragazzo? Ci sarebbe tanto altro da dire, ma questa ovviamente non è la sede giusta per parlare della costituzionalità o meno dei quiz. Qualcuno onesto come il sottoscritto non reputa giusto il ricorso (sebbene a quanto pare sia legale e accettato dalla magistratura), ma come comportarsi quando si viene sorpassati da coloro che sono inidonei, scendendo addirittura sotto il punteggio pari a 0?
Grazie.
gravatar di Mauro Mauro
5 Dec 2015, 20:43
Ho compreso lo spirito con cui fai la tua domanda; non ho però alcuna pretesa di poterti rispondere in modo utile, ma la risposta che ho dato alla tua futura potenziale collega poco più su è riadattabile al tuo caso.
Il numero di posti è fondamentalmente lo stesso che era disponibile quando io feci il test, anzi nel mio caso si trattava di soli 25 posti in tutta Roma, in Cattolica, siccome "ufficialmente" gli altri atenei avevano chiuso le iscrizioni. Se sei convinto che un domani sarai felice del tuo lavoro anche nell'ambiente che ormai si è creato (io fortunatamente lo sono, ma ho iniziato con premesse diverse) allora studia come un matto, siccome le domande e le risposte sono comunque scelte su un campione già noto.
gravatar di Antonio Antonio
4 Dec 2015, 21:56
Egregio dottor Savone, sono un ragazzo che sogna di diventare odontoiatra.
Perciò, a settembre scorso, ho sostenuto il test di ammissione per il corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria. Purtroppo alla fine sono risultato solo "idoneo", nel senso che ho totalizzato un punteggio sopra i venti punti "canonici", ma che non mi ha permesso di accedere ad alcunché. Come lei ben sa, ogni anno i posti per questo specifico corso di laurea diminuiscono esponenzialmente (si parla di 15/20 posti per ateneo), rendendo il tutto "elitario". Ho letto le sue considerazioni, tra l'altro condivisibili, sui ricorsi. Ora mi chiedo e le chiedo come deve comportasi uno studente (a questo punto presunto tale, visto che non gli viene data alcuna possibilità) che non rientra tra i 20 fortunati, a studiare una disciplina che lo appassiona? Per quale motivo un ragazzo che, durante gli anni di liceo, ha cercato di stare al passo con gli anni, debba perdere anni indispensabili per il famigerato test (risultando "de facto" bocciato)?
Preciso che il mio messaggio non ha assolutamente carattere critico, ma si propone di ricevere consigli e/o suggerimenti da un professionista.
La ringrazio anticipatamente per l'eventuale risposta e Le auguro un buon fine settimana.
gravatar di Mauro Mauro
28 Nov 2015, 19:19
Dipende da quanto importante è questo tuo sogno Lucia; tutto quello che ho scritto sopra lo penso tuttora, ma sono convinto che ci sia sempre posto (non per forza in Italia, bada...) per professionisti veramente appassionati del proprio lavoro, e disposti a migliorarsi costantemente ed offrire sempre il massimo livello di cura consentito dallo stato della scienza.
gravatar di lucia lucia
27 Nov 2015, 23:08
Salve, sono una studentessa di odontoiatria al primo anno , sono laureata in biologia ma il mio sogno é stato sempre diventare un dentista ..ho superato il tanto temuto test d'ingresso ma adesso sono bloccata..e sono bloccata perché ho paura , non so se ne vale ancora la pena ..avendo superato i 20 anni ho paura di trovare un mercato troppo saturo e sono tutte le lauree che arrivano dall'estero a farmi paura .. lei cosa pensa di questo fenomeno? E che consigli puo darmi ?
gravatar di Mauro Mauro
27 Oct 2014, 12:59
Silvio,
non so se il tuo messaggio sia da considerare veritierio, siccome hai inserito un link alla società in questione (e probabilmente volevi solo fare marketing), tuttavia vitaldent non è un lowcost, anzi; vive del nome e del marketing battente appunto, nonché della diffusione relativamente capillare, ma non si può considerare economicamente conveniente di per sé.
Ad ogni modo, il mio articolo riassume tutte le motivazioni per cui penso non ci sia più motivo per odontoiatria di essere una facoltà così richiesta, la catena di "negozi" da te citata da sola non costituisce un particolare deterrente.
gravatar di Silvio Silvio
27 Oct 2014, 10:33
Ciao. Sto pensando se iscrivermi alla odontoiatria. Pensi che i Franchising http://blog.vitaldent.com/it/ hai ridotto la possibilità di guadagno dei dentisti?
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