<![CDATA[Blog dentistico del dr. Mauro Savone]]> https://www.medico-odontoiatra.it/blog Sat, 11 Jul 2020 07:00:44 +0200 PHP <![CDATA[Come si comportano le persone normali ai tempi del covid]]> https://www.medico-odontoiatra.it/b207-come-si-comportano-le-persone-normali-ai-tempi-del-covid Vedo un signore seduto sui miei scalini (e vabè, ormai ci ho fatto il callo, faccio finta di essere la Trinità dei Monti cecchinese), che sicuramente non si rende conto di star poggiando il sedere dei pantaloni dove tutti gli altri mettono la suola delle scarpe; quegli stessi pantaloni forse, tornato a casa, li posa sul letto. Non finisce qui ovviamente, perché sul bordo dello scalino dove è seduto poggia anche le mani.

Ciliegina sulla torta, ogni tanto una mano la porta alla bocca per fumare.

Almeno ha la mascherina tirata giù sotto al mento...

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Mon, 01 Jun 2020 09:19:27 +0200
<![CDATA[Le precauzioni aggiuntive dei dentisti nella fase 2 del covid19]]> https://www.medico-odontoiatra.it/b206-le-precauzioni-aggiuntive-dei-dentisti-nella-fase-2-del-covid19 Noi dentisti siamo già condizionati a prestare molta attenzione alla prevenzione delle contaminazioni, e anche se esistono delle linee guida ministeriali (dibattute e opinabili per certi versi) molti di noi in occasione della ripartenza hanno aggiunto oltre a queste ulteriori protezioni nella routine operativa di tutti i giorni.

I tempi di esecuzione delle terapie purtroppo si sono allungati, e se queste attenzioni più stringenti dovessero protrarsi a lungo, diventerebbe necessario rivedere il tariffario; ho trovato tuttavia anche spunti che manterrò in futuro, al termine (chissà quando) dell'emergenza sanitaria.

Queste sono le indicazioni che invio ai pazienti prima del loro appuntamento:

Avvisare in caso siano presenti sintomi quali febbre, tosse, mal di gola, o si siano avuti contatti con persone sospette contagiate, o recatisi in luoghi a rischio.
Sintesi delle indicazioni elaborate da enti sanitari italiani e internazionali:
1. Venire senza accompagnatori (salvo pazienti minorenni)
2. Prima dell'ingresso in studio indossare una mascherina o un capo d'abbigliamento per coprire bocca e naso (verrà fatto rimuovere subito prima dell'intervento)
3. Organizzarsi per evitare di dover utilizzare il bagno durante la permanenza in studio
4. In caso siano presenti altre persone in sala d'attesa, non entrare e attendere il proprio turno all'esterno
5. Disinfettare le mani immediatamente con la soluzione fornita in studio
6. Non toccare alcuna superficie dello studio, evitare di toccarsi il volto e altre parti del corpo
7. Lasciare giacche, borse ed effetti personali chiusi in un apposito sacco o borsa portato da casa e disinfettabile con alcol/cloro, da lasciare in sala d'attesa
8. E' possibile mantenere telefono e chiavi in tasca, a patto di non toccarli durante le procedure
9. Non posare i propri effetti personali su alcuna delle superfici dello studio
10. Se è assolutamente indispensabile che il telefono venga tenuto in mano, dovrà essere prima disinfettato con alcol/cloro

All'arrivo in sala d'attesa, il paziente friziona le mani con una soluzione alcolica al 70%, e nel mentre controllo la temperatura della fronte con termometro a infrarossi (se eccessiva, l'appuntamento viene rinviato di almeno 14gg); se sono impegnato in un altro intervento, viene invitato ad attendere fuori finché il paziente precedente non è uscito; cerco cioè di evitare che chiunque stazioni nella sala d'attesa.

Entrato nella sala operativa, utilizzando un nebulizzatore ad aria compressa il paziente viene disinfettato dalla testa ai piedi, davanti e di spalle, con acido ipocloroso (suona come ipoclorito, ma non è la stessa cosa, non macchia i vestiti, non è tossico da ingerire o respirare, e anzi tra le sue applicazioni c'è la disinfezione dell'acqua potabile; inoltre è divertentissimo sparare sui pazienti con un getto umido di aria compressa). Prima di ogni prestazione, viene fatto eseguire uno sciacquo con acqua ossigenata all'1% per un minuto, aspirando il liquido piuttosto che farlo sputare. Qualora la prestazione lo permetta, e in particolare per tutte le pulizie dei denti che producono abbondante aerosol in assenza della diga di gomma, applico attorno alla testa del paziente una cappa trasparente ideata da me, semplicissima da disinfettare, e dentro cui inserisco le mani per lavorare, per evitare che le goccioline si diffondano nell'ambiente.

Sul mio banco di lavoro è posizionato un dispenser automatico con sensore a infrarossi che eroga una soluzone alcolica al 70%, e che utilizzo regolarmente per disinfettare i guanti mentre opero.

Durante l'intera giornata di lavoro, due nebulizzatori ad ultrasuoni strategicamente posizionati diffondono vapore di acido ipocloroso nella sala operativa, e l'alimentazione idrica del riunito non proviene più dalla rete esterna, ma da un circuito interno pressurizzato, alimentato con una soluzione di acqua ossigenata allo 0.5%.

A fine prestazione, oltre alle normali procedure di pulizia che eseguo da sempre, spruzzo in tutto lo studio, sia sulle superfici che nell'aria (per far depositare a terra l'eventuale aerosol ancora in sospensione) il medesimo acido ipocloroso nebulizzato.

Siccome la stagione lo permette, il condizionatore viene lasciato spento, e lavoro con la finestra completamente aperta e un ventilatore nel lato opposto della stanza che spinge l'aria verso l'esterno.

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Thu, 21 May 2020 12:24:55 +0200
<![CDATA[Ma con la fase 2 della pandemia da coronavirus, riaprono anche i dentisti, vero?]]> https://www.medico-odontoiatra.it/b204-ma-con-la-fase-2-della-pandemia-da-coronavirus-riaprono-anche-i-dentisti-vero Una cosa del genere la danno per scontata diversi miei pazienti che son stati messi in "lista di attesa" quando, a metà marzo, ho cessato integralmente la mia attività di dentista, rinviando a data da destinarsi gli appuntamenti già presi.
La questione ovviamente è più complicata...

Il Presidente del Consiglio, col suo primo decreto di chiusura generalizzata, non ci ha mai coinvolto, in quanto i professionisti in generale non venivano obbligati a interrompere l'attività, e i dentisti nello specifico erano inclusi tra le categorie essenziali di lavoratori; in sostanza noi dentisti non siamo mai stati chiusi per decreto, ma sono stati i nostri organi collegiali (gli Ordini dei Medici provinciali, e in particolar modo le Commissioni degli Albi degli Odontoiatri, CAO, organi ausiliari dello Stato, normativamente parlando) che ci hanno "indicato" (in alcune province consigliato amichevolmente, in altre intimato pena sanzioni disciplinari) di interrompere l'attività, fatto salvo per urgenze indifferibili.

Una "urgenza indifferibile" non è una evenienza improvvisa qualunque, come ad esempio il ponte che si stacca ("una volta" poteva essere una vera urgenza, ma adesso, con la pandemia che imperversa, cosa vuoi che sia... tanto bisogna stare a casa) o il mal di denti (ed il mal di denti è molto brutto, "una volta" non c'era nessun motivo di non correre dal dentista per rimediare, ma adesso, con la pandemia che imperversa, cosa vuoi che sia... tanto puoi prendere antibiotico e antidolorifico). Insomma, non avrebbero aggiunto la dicitura indifferibile se avessero voluto intendere delle "urgenze qualunque".

Nelle indicazioni ufficiali che ho esaminato, per urgenza indifferibile si intendono solo due cose: o una importante emorragia intraorale, o il gonfiore dell'intera faccia causa infezione (non la semplice guancia gonfia per intenderci), quindi evenienze che non si verificano praticamente mai. Come è sacrosanto tuttavia, essendo noi professionisti che si assumono le proprie responsabilità, abbiamo discrezionalità nel decidere se quella che ci riferisce il paziente sia una urgenza indifferibile.

Io ho deciso di essere intransigente, non solo perché bisogna pesare da un lato il problema che ha il paziente, e dall'altro il rischio di contrarre o far contrarre il covid, ma anche perché, in questo periodo, operare aldifuori delle indicazioni ufficiali dei propri organi collegiali (che siano state fatte come consigli o con le minacce poco cambia) significa che nel caso "succeda qualcosa", qualunque cosa, automaticamente il medico risulta responsabile in quanto non stava seguendo le linee guida che aveva ricevuto.

Faccio un esempio scemo: se mentre guidate fate una svolta contromano, seppur con mille precauzioni, e chi arriva dal senso di marcia opposto, e vi viene addosso distruggendo la sua e la vostra macchina, stava guidando col cellulare in mano, andando oltre il limite di velocità, e senza cintura di sicurezza, comunque la colpa è vostra perché lì non ci sareste proprio dovuti essere.

Rimango pienamente disponibile, in qualunque giorno ed a qualunque ora, per consulenze telefoniche e via WhatsApp ai miei pazienti, e non solo a loro, come molti hanno potuto notare nelle scorse settimane.

 

Tornando all'argomento di cui al titolo: noi dentisti riapriamo ufficialmente il 4 maggio?
Ovviamente no.

Siccome il Presidente del Consiglio non ci ha mai fatto chiudere, non è lui che deve dirci se, come e quando riaprire.
Per assurdo, ora neppure gli Ordini dei Medici hanno più questa facoltà, perché una volta riconosciuto il rischio biologico, hanno innescato un meccanismo che a questo punto richiede l'intervento del Ministero della Salute.

Già, perché delle "linee guida ufficiali" (virgolette obbligatorie) sono state prodotte dal gruppo di lavoro delle CAO e inviate ieri per il vaglio del Ministero della Salute, ma oggi è festivo, ci sarà il finesettimana nel mezzo, e se va bene le valutazioni del Ministero inizieranno lunedì 4 stesso.

Morale: il mio studio è tuttora non operativo, e lo rimarrà fin quando non saranno disponibili indicazioni ufficiali; ogni altro collega valuterà autonomamente come regolarsi, sotto la sua responsabilità.

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Fri, 01 May 2020 11:26:51 +0200
<![CDATA[Un'analisi numerica dell'Enpam che fa sorgere delle domande]]> https://www.medico-odontoiatra.it/b203-un-analisi-numerica-dell-enpam-che-fa-sorgere-delle-domande Questo è un articolo che ho cercato di rendere masticabile anche dai non addetti ai lavori, nonostante sia indirizzato soprattutto ai miei colleghi liberi professionisti.
Complice forse il tempo libero dovuto alla serrata da COVID-19, su indicazione di un collega sono andato a spulciare i bilanci pubblicati dall'Enpam.
Sono bilanci pubblici, ma si vede che non li legge quasi nessuno dei colleghi, perché altrimenti ad oggi ci sarebbe già dovuta essere una reazione di massa.

Apriamo con una storiella:

Quattro amici medici vanno al ristorante. Uno è medico di medicina generale (rappresenta tutti i MMG), uno è uno specialista ambulatoriale (rappresenta tutti gli SA), poi ci sono un medico di specialistica esterna (rappresenta tutti gli specialisti esterni) e uno che esercita la libera professione (e rappresenta tutti i liberi professionisti, dentisti inclusi).
- il MMG ordina aragosta, caviale, ostriche e champagne, il suo conto è 250€
- lo specialista ambulatoriale mangia una fiorentina, e paga 25€
- lo specialista esterno si fa arrivare un piatto di spaghetti all'astice da 22€, ma in tasca ha solo 10€ e fa pagare il resto agli altri...
- il libero professionista ordina una tagliata con la rucola.... ed il suo conto è 100€. Sì, 100€ per una tagliata, e allora?! Lui paga senza battere ciglio (compreso il buffo dello specialista esterno) e ringrazia.

Il libero professionista ci fa la figura dello scemo... ma questa è l'allegoria del bilancio Enpam.

A seguire le mie fonti:
Bilancio consuntivo 2018
Bilancio di previsione 2020
Bilancio sociale 2019 relativo al 2018
Infografica Enpam

L'Enpam è presidenziato da Alberto Oliveti, con uno stipendio mensile di 53mila euro. Questo ha suscitato scalpore (ma perché poi?) e Oliveti si è trovato a replicare alle domande dei giornalisti in merito.
Un articolo tra tutti:

dove Oliveti spiega che...



l'Enpam ha i conti in ordine, ovvero non ci sono ammanchi di bilancio e irregolarità finanziarie. Insomma, fa il suo normale lavoro. Quindi percepisce il suo... normale... stipendio.

L'Enpam raccoglie denaro col versamento -obbligatorio- dei contributi da parte dei medici, ciascuno per quanto gli compete in funzione del tipo di lavoro che svolge: per ogni fondo (la quota A viene pagata indistintamente da tutti gli iscritti Enpam) c'è un bilancio tra entrate (quello che gli iscritti pagano ogni anno) e uscite (le pensioni che vengono pagate a chi ha smesso di lavorare).
Seguono i bilanci, approssimati al milione di euro, per ogni fondo, come tratto dal bilancio consuntivo 2018:
    - Quota A: 152mln
    - Quota B: 559mln
    - Medicina generale: 398mln
    - Specialistica ambulatoriale: 72mln
    - Specialistica esterna: -17mln (quindi un disavanzo, e non un avanzo)

I liberi professionisti hanno permesso all'Ente un guadagno netto di 559 milioni di euro, mentre le altre categorie di iscritti, complessivamente sommate (inclusi gli specialisti esterni che pagano meno di quanto prendono...) fanno guadagnare 453 milioni di euro. E poi ci sono 152 milioni di quota A pagati da tutti.

Cioè i liberi professionisti da soli "alzano" il 55% dei guadagni Enpam escludendo la quota A, o il 48% se vogliamo includere anche quella (usando i dati del bilancio di previsione 2020, si arriva addirittura a percentuali dell'86% e 76% rispettivamente, ma sono dati di previsione e soggetti a variazione).

Questi grafici mostrano quanto ogni categoria versa, e quanto percepisce di pensione:

e questa è una mia rielaborazione dell'ultimo grafico, dove i dati vengono mostrati in proporzione alle pensioni versate:



Ho dovuto triplicare la larghezza del grafico perché riuscissi a far entrare la barra verde dei liberi professionisti.

Ci mancavano i grafici a torta, questa è la percentuale di peso dei contributi per ogni categoria:

e questa è la stessa cosa, ma relativa alle pensioni pagate:



La quota B pesa per il 24% delle entrate lorde totali, ma paga il 9% delle pensioni totali. Per tutti gli altri fondi il discorso è invertito.

Ho cercato, ma nel bilancio non viene reso trasparente quanto sia il peso percentuale degli odontoiatri sul totale dei contributi versati di quota B.

Quanti sono i liberi professionisti iscritti ad Enpam?



considerando il totale uguale agli iscritti in Quota A (366 mila), i 177 mila professionisti costituiscono sostanzialmente la metà del totale.

Noi indipendenti generiamo più di metà degli utili Enpam, e costituiamo quasi la metà degli iscritti all'ente, quindi si potrebbe pensare che abbiamo una capacità di rappresentanza proporzionale nel direttivo, giusto?



L'assemblea nazionale è composta da 177 membri; di questi, solo 25 (il 14% del totale) sono liberi professionisti (11 dagli Albi degli Odontoiatri, e 14 candidati indipendenti nazionali). Riassumendo, noi indipendenti forniamo il 55% degli utili fuori quota A, rappresentiamo la metà degli iscritti, ma decisionalmente pesiamo per il 14%. Cioè c'è una maggioranza schiacciante che ha deciso che la "minoranza" deve pagare almeno il triplo di quello che pagano gli altri (se il rapporto contributi/pensioni della quota B è pari a 4.9, e al secondo posto c'è la quota A con 1.58, noi abbiamo un rapporto pari a più del triplo di quest'ultimo).

La solidità finanziaria dell'Enpam di chi è merito, a questo punto? O meglio, a discapito di chi viene ottenuta?

Dopo questa mole di informazioni, dovrebbero sorgere spontanee molte domande.
Ne pongo una prima delle altre, in assenza di risposta alla quale sarebbe palese la mancata volontà di trasparenza da parte del direttivo Enpam:

perché questa sproporzionata disparità contributiva e rappresentativa?

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Tue, 21 Apr 2020 22:47:07 +0200
<![CDATA[Interruzione dell'attività causa pandemia da covid-19]]> https://www.medico-odontoiatra.it/b202-interruzione-dell-attivita-causa-pandemia-da-covid-19 E' da circa due settimane che lo studio non è praticamente più operativo, tuttavia era opportuno che lo comunicassi ufficialmente ai visitatori del sito.

Il decreto della presidenza del consiglio non include le "attività professionali" tra quelle che dovranno obbligatoriamente essere interrotte, tuttavia sia per valutazione personale (e fortunatamente anche dei miei pazienti, che hanno disdetto di loro iniziativa, o sono stati comprensivi quando ho disdetto io per loro) sia per indicazione esplicita del nostro ordine professionale, non sto esercitando in questo periodo, e anche l'accoglienza delle urgenze è molto selettiva.

Ciò significa che, a meno che non siate a rischio di vita a causa del mal di denti (e praticamente non succede mai), non verrete ricevuti.

Credo sarete d'accordo con me nel preferire il dolore al rischio di venire contagiati uscendo di casa.

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Mon, 23 Mar 2020 21:48:18 +0100
<![CDATA[Come usare mascherina e guanti ai tempi del coronavirus]]> https://www.medico-odontoiatra.it/b201-come-usare-mascherina-e-guanti-ai-tempi-del-coronavirus Il covid-19 imperversa e dovete barcamenarvi tra mascherine, amuchina mani e distanza di sicurezza?

Ho visto così tanti orrori nell'uso dei dispositivi di protezione individuali, che ho ben pensato di scriverci un articolo; ragazze che portano i guanti e ci si aggiustano i capelli, signore vegliarde che indossano una mascherina tutta accartocciata sotto il naso e ci giocerellano con le dita, altri che toccano di tutto e poi con le stesse dita si grattano il naso ed il mento... inorridisco al solo pensiero.

Dovete impedire che il virus entri nel vostro corpo, e qualcuno che vi starnutisce addosso non è l'unico rischio che correte, anzi! Il pericolo maggiore siete voi stessi, e finché non entrate nel giusto schema mentale continuerete a correre rischi inutili.

Intanto, bisogna diventare intransigenti con l'igiene e l'uso delle proprie mani, quasi al limite della paranoia; durante il giorno si toccano e si maneggiano così tanti oggetti e superfici diverse che neppure ce ne rendiamo conto, e finché la pelle delle mani è integra (nessuna ferita o escoriazione) non c'è problema, ma basta che non vi tocchiate la faccia dopo!

Come si puliscono le mani? Acqua e sapone, o, se non sono proprio sporche, gel igienizzante (ma va benissimo anche l'alcool etilico denaturato preso al discount, e diluito al 70% di contenuto di etanolo aggiungendo poca acqua ossigenata, e acqua semplice per il resto), bisogna strofinare energicamente per pulire ogni millimetro quadrato delle vostre mani, unghie e angoli tra le dita compresi, quindi se avete usato acqua e sapone le si asciuga con un panno che siete sicuri è pulito, o della carta usa e getta, oppure se è soluzione alcoolica le si fa asciugare all'aria, ma se pulite a fondo vedrete che si asciugheranno da sole mentre strofinate. Qualunque cosa facciate, non comprate i disinfettanti pronti venduti a peso d'oro dagli sciacalli, l'alternativa efficace esiste e potete farvela da soli per due lire.

Come si usano le mani? Come volete, a patto di sapere dove sono state e cosa ci avete fatto dopo l'ultima volta che ve le siete pulite, così da non spalmarvele sulla faccia piene di coronavirus e chissà cos'altro.

Esempi:

  • vi prude il naso da morire? Se avete toccato qualunque altra cosa dopo esservele lavate, dovete resistere all'impulso di grattarvi, oppure lo potete fare col dorso della mano, se siete sicuri che con quella parte non avete toccato nulla (dopo una stretta di mano neppure il dorso è più pulito)
  • le avete appena lavate e non volete sporcarvele immediatamente afferrando una busta della spesa o una maniglia? sporcatele un po' alla volta, usando magari il mignolo e/o l'anulare per toccare ciò che dovete toccare, così rimangono ancora puliti pollice indice e medio per grattarvi il naso; naturalmente non dovete far entrare mignolo e anulare in contatto col resto delle dita e in generale della mano
  • avete lavato le mani e poi afferrato un oggetto "pulito"? pensateci 3 volte, è davvero "pulito" quell'oggetto? siete proprio sicuri che non sia venuto a contatto con qualcosa di contaminato prima che voi lo toccaste?

In generale, qualunque cosa che entra in contatto con la vostra faccia deve essere assolutamente pulita: le vostre mani, la forchetta, il fazzoletto di carta, il collo del maglione, la sciarpa, la fronte o la bocca del vostro nipotino... pensateci sempre 3 volte prima, perché se lo fate dopo, ormai è troppo tardi. Diventerà una autoviolenza, perché la naturalezza del fare le cose senza doverci sempre pensare viene meno, ed in effetti il nostro sistema immunitario viene allenato proprio entrando in contatto con organismi estranei, ma questo virus è così nuovo e così cattivo che se ci veniamo in contatto, è possibile che ci faccia morire prima che il sistema immunitario riesca a combinare qualcosa di utile.

Qualche esempio di giro trasverso con cui ci si potrebbe infettare:

  • Aldo fa il postino, e consegna una raccomandata a Barbara, che è contagiata e ha appena starnutito sul palmo della mano; Barbara firma la ricezione della raccomandata col pennino sulla tavoletta digitale; Aldo continua quindi il suo giro e consegna un'altra raccomandata a Carlo, che usa lo stesso pennino per firmare, contaminando di covid-19 la propria mano; Carlo però è previdente, e quindi prima di grattarsi il naso si è lavato le mani; peccato però perché prima di lavarsi le mani, ha usato le chiavi per chiudere l'ufficio e tornare a casa; ora il virus si trova sul mazzo di chiavi, che lui usa per aprire la porta di casa e poi appende all'ingresso; Diana, la moglie di Carlo, prende le chiavi contaminate e le usa per scendere nel ripostiglio, che essendo polveroso la fa starnutire, lei si copre naso e bocca con le mani (con cui ha toccato le chiavi), e viene contagiata dal coronavirus di Barbara; in tutto questo Barbara e Diana non si conoscono, e non si sono mai avvicinate tra di loro a meno di 10km!
  • Arianna va a fare la spesa al supermercato dopo mezz'ora di fila, tutti con guanti e mascherina, in attesa del proprio turno; quando entra va diretta al banco della carta igienica, per prenderne un po' prima che venga razziata da qualche casalinga disperata fissata con la fine del mondo; prima di lei, Beatrice, che era stata poc'anzi in metropolitana con la sua fedele mascherina FFP3 e si era salvata dal contagio proprio grazie a quest'ultima (che quindi ha trattenuto sulla sua superficie il virus), si riposiziona la mascherina sul viso perché le stava dando fastidio, e lo fa toccandola sul davanti, contaminando le sue mani col coronavirus che aleggiava in metropolitana; con quelle mani Beatrice fruga tra le confezioni di carta igienica, perché lei cerca quella morbida a tre veli, e non vuole i maxirotoli di quella compatta a due veli, scansando i quali li ricopre del covid-19 metropolitano; Arianna infila nel carrello proprio quella compatta a 2 veli, che piace tanto alla zia Cesira, lei fortunatamente ha i guanti che in maniera corretta butta via appena esce dal supermercato così poi può grattarsi il naso in tutta libertà, ma mai penserebbe di dover disinfettare la confezione della carta igienica prima di riportarla alla zia Cesira... immaginate il resto della storia.

Sono storielle articolate ed i nomi sono stranamente in ordine alfabetico? Sicuro. Sono così improbabili? Neppure un po', anzi sono verosimili, e sono convinto che più di qualcuno sia rimasto contagiato in un modo simile.

 

- Sì va bene, ma quand'è che ci parli di mascherine guanti e distanza di sicurezza come hai promesso nel titolo?

Le mascherine sono sopravvalutate. Intanto non c'è alcun motivo di indossarle quando si è fuori casa e non c'è nessuno, o quasi, nei dintorni (a meno che non siate deboli di salute); io non ho ancora indossato una mascherina aldifuori del mio studio (e devo centellinare quelle che ho siccome non ho alcuna intenzione di pagarle 10 volte il prezzo normale dagli sciacalli di ebay, giacché anche i miei fornitori hanno terminato le scorte). Ha senso indossare una mascherina solo se ci si trova in un luogo chiuso assieme ad altre persone, ed anche in quel caso, se non si tratta della famosa FFP3, non ha una considerevole efficacia, ma meglio di niente.

Qualche direttiva sulle mascherine:

  • assicurarsi di avere le mani pulite quando le si posiziona
  • sistemare bene i lacci o l'elastico appena indossata, in maniera tale che sia subito ferma, comoda e soprattutto che naso e bocca siano ben coperti, senza fughe d'aria sui bordi, modellando quindi correttamente il ferretto sul naso
  • mai mai mai e poi mai toccare la superficie frontale della mascherina
  • la mascherina va tolta dai lacci, o dagli elastici, con le mani pulite, e dopo averla gettata via, bisogna lavarsi nuovamente le mani
  • e già, la mascherina va gettata via dopo il primo e unico uso, perché ammettendo che abbia svolto la sua funzione, ormai è contaminata, e non c'è alcun modo scientificamente garantito per disinfettarla, e ovviamente sarebbe folle rimettere una mascherina contaminata
  • diffidare da mascherine fai-da-te, ovvero son sempre meglio che niente, ma se diventano la scusa per adottare comportamenti a rischio con la scusa di averle, allora è meglio non indossarle e mantenere le giuste precauzioni e distanze
  • il difetto più comune di una mascherina, prima di quanto bene o male filtra, è quanto bene sigilla lungo i bordi, e quelle chirurgiche semplici non sono eccelse a tale scopo, ma quelle artigianali sono normalmente del tutto insufficienti

I guanti sono un altro capitolo. Vi dico una cosa sconcertante: tra indossare un paio di guanti chirurgici, o usare le mani nude pulite e con la pelle integra (zero ferite), non c'è quasi alcuna differenza.

  • i guanti chirurgici proteggono moderatamente le mani, offrendo una scarsa difesa da temperature elevate e da oggetti taglienti, e nessuna difesa dalle ferite traumatiche
  • l'utilità principale dei guanti è il poterli usare per toccare oggetti molto contaminati (e non taglienti), e poterseli poi togliere e buttarli via ritrovandosi le mani ancora "pulite"
  • perché sia vero quanto sopra, i guanti vanno tolti sfilando il primo tirandolo via dal polso, e tenendolo nel pugno chiuso della mano guantata, quindi sfilando l'altro possibilmente infilando le dita della mano sguantata dentro il polso del guanto, senza toccare la superficie esterna, accartocciare il tutto, che a questo punto sarà esposto all'esterno con la superficie interna, "pulita", dei guanti, e gettarlo in un incerenitore. No scherzo, basta una pattumiera
  • se coi guanti toccate un oggetto contaminato, e sempre coi guanti vi grattate il naso, contrarrete il covid-19 esattamente allo stesso modo di come succederebbe a mani nude
  • la conclusione pratica è che, se non avete ferite aperte sulle mani, non c'è alcun vantaggio a usarli per fare la spesa o in generale uscire di casa, piuttosto che disinfettarsi frequentemente le mani con una soluzione alcoolica al 70%

La distanza di sicurezza fissata a 1m serve a difendersi dalla propagazione degli sputacchi generati da colpi di tosse e starnuti; alcune ricerche recenti sostengono addirittura che questa distanza dovrebbe essere aumentata a 4.5m; questo non significa che passare a meno di un metro di distanza da una persona contagiata fa magicamente contrarre il virus, se infatti la persona contagiata non tossice, o starnutisce, o sputazza mentre parla, o vi spalma sul viso il fazzoletto sporco con cui si è appena soffiato il naso, allora non c'è modo con cui vi possa contagiare; tuttavia siccome è possibile che succeda una qualunque di queste cose, continuate a star lontani almeno 1m da altre persone ché tanto non costa nulla.

Torno infine sui disinfettanti per mani. L'efficacia dell'alcool raggiunge il livello massimo ad una concentrazione del 70%, di meno o di più e la potenza con cui uccide i microrganismi si riduce, quindi è sufficiente l'etanolo del discount allungato con acqua. Come fare a calcolare quanta acqua aggiungere? Facile facile: concentrazione dell'alcool denaturato diviso 70. Ad esempio, con alcool denaturato al 90%, dovete dividere 90 per 70, con un risultato di circa 1.26, cioè 1.26 litri. 1 litro ce lo avete già in bottiglia, dovete aggiungere 26cc di acqua a quel litro per ottenere alcool etilico al  70%. L'aggiunta di acqua ossigenata e glicerina (sempre inclusi in quei 26cc) che trovate nella ricetta dell'OMS serve a dare, rispettivamente, un potere disinfettante leggermente superiore, e una consistenza più densa, ma nessuna delle due cose è fondamentale, tra le due preferirei il perossido di idrogeno.

Buona fortuna, state a casa, non finite tutta la carta igienica nei supermercati, e lavatevi sempre le mani, sozzoni che non siete altro.

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Thu, 12 Mar 2020 20:34:22 +0100
<![CDATA[Il dentista e il coronavirus]]> https://www.medico-odontoiatra.it/b200-il-dentista-e-il-coronavirus Mi ricordo quando, in tempi non sospetti, nei quali ancora non giravano registrazioni vocali terroristiche che raccontano di posti letto inesistenti e drammi ospedalieri dove la scelta è tra chi salvare e chi lasciar morire, opinionisti di qualunque origine professionale si esercitavano a sminuire il problema, spiegando perché e percome il covid-19 non era poi una cosa così preoccupante, non molto peggiore della solita epidemia influenzale.

Lungi da me in questo spazio fare altrettanto esponendo le mie opinioni personali - oddio, potrei anche farlo siccome è il mio blog, e nessuno potrebbe dirmi nulla, ma mi limiterò solo a raccontare qualche fatto credo non conosciuto dai più.

Intanto, quanto costano le mascherine chirurgiche? Di media, 3€ iva inclusa per pacco da 50 pezzi, cioè 6cent a mascherina, che è ragionevole considerando che andrebbero buttate via dopo ogni paziente. Almeno quando si trovano disponibili il prezzo è quello, perché praticamente le hanno esaurite anche i nostri fornitori. Lascio fare a voi i conti di quanto guadagno portano a casa gli investitori furbetti che le rivendono a... non so, qual è attualmente il prezzo di mercato di una mascherina chirurgica sfusa?

Le mascherine sono utili a contrastare la diffusione del virus? NO! Cioè, ni. Sarebbero veramente utili se le indossassero tutti, contagiati e non, nel modo corretto, e venissero gettate immediatamente dopo essere state tolte (senza toccarle con le mani se non dai lacci). Ma se pensate che siano sufficienti di per sé a bloccare la diffusione di un virus piccino picciò, tra l'altro senza realmente sigillare il passaggio dell'aria lungo i bordi della mascherina, come invece fanno i respiratori da pittura, allora siete inguaribilmente ottimisti.

Allora posso usare un respiratore da pittura? Sì, se vi va di buttarlo subito dopo l'uso, ma visto quello che costano, non è tanto percorribile come alternativa, meglio tenerselo per fare i lavoretti di casa.

Il dentista è un rischio per il contagio? Non più di quanto lo sia per qualunque altra malattia. Lavorando a due spanne dalla bocca del paziente, nella normale quotidianità dobbiamo evitare di contagiarci noi, e di far prendere al paziente malattie aggiuntive oltre a quelle che ha già. Ovviamente, se siete contagiati, non andateci dal dentista! Allo stesso modo, un dentista contagiato mai e poi mai continuerebbe a tenere lo studio aperto! Comunque, appena un paziente entra, almeno nel mio studio, deve strofinare le mani, fino a farle tornare asciutte, con una soluzione di alcool e acqua ossigenata (tipo l'amuchina gel), noi siamo già abituati a lavarci le mani un trilione di volte al giorno con buona pace della setosità della nostra pelle, le superfici sono disinfettate, il medico indossa guanti monouso sopra mani appena lavate, e le procedure dove viene prodotto più aerosol (nebbiolina umida) sono quelle nelle quali si usa anche la diga, quindi a parte il dente su cui si sta lavorando, il resto della bocca rimane isolato. La sala d'attesa non è mai piena, lavorando su appuntamento, e se c'è più di una persona si tratta degli accompagnatori del paziente, che comunque a loro volta devono disinfettarsi le mani quando entrano. La morale della storia è che è molto molto più semplice contrarre il virus al bar, durante un aperitivo ai navigli, o in un treno notte superaffollato, piuttosto che in uno studio dentistico (o in un carcere). Naturalmente ogni riferimento a fatti o persone è del tutto intenzionale.

Aggiornamento del 23 marzo: da quando ho pubblicato questo articolo, la situazione è peggiorata, e in realtà già pochi giorni dopo la pubblicazione ho praticamente cessato di esercitare. Prevenire in modo predicibile il contagio non è impossibile, tuttavia è estremamente difficile a causa dei numerosissimi modi coi quali la tramissione del virus può avvenire, per questo è giusto che sia io, che i pazienti, osserviamo pedissequamente la quarantena.

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Mon, 09 Mar 2020 18:26:10 +0100
<![CDATA[Lo stato che ruba ai vecchietti: la vera ragione dietro alla detraibilità solo con carta]]> https://www.medico-odontoiatra.it/b199-lo-stato-che-ruba-ai-vecchietti-la-vera-ragione-dietro-alla-detraibilita-solo-con-carta Nei forum (dovrei scrivere fora ma non mi capirebbe nessuno) dove noi dentisti usiamo chiacchierare amabilmente (fosse sempre vero) tra colleghi, si sapeva già da tempo che sarebbe scattato l'obbligo di pagare con carta di credito (o bancomat o bonifico o assegno) le prestazioni sanitarie da gennaio 2020 per poterle scaricare dalle tasse. Insomma chi paga il dentista in contanti non può detrarre la spesa.

La prima cosa che ho dato per scontato è che la motivazione di una scelta così borderline dittatoriale fosse da cercare in due punti:

  1. Lotta all'evasione (un po' come la lotta al terrorismo degli americani)
  2. Regalo alle banche (non il primo né soprattutto l'ultimo)

La lotta all'evasione poteva solo essere un motivo di facciata (come non può che essere un motivo di facciata quando la si sbandiera per ridurre l'uso del contante in generale).

Che lotta all'evasione potevano voler fare? Si tratta di fatturarli comunque, questi contanti...
Forse volevano contrastare l'evasione fiscale dei nostri pazienti? E chi è così fesso da scaricare una spesa dentistica di 2999€ (il massimo attualmente pagabile in contanti) fatta con denaro in nero, siccome poi dovrebbe comunque giustificarli in caso di controllo?
Ecco che l'unico vero motivo che poteva rimanere, era proprio di accontentare la lobby bancaria, ma questo il parlamento non avrebbe mai potuto ammetterlo.

Da pochi giorni però, da quando una proposta di emendamento a tale legge è stata avanzata da un membro del parlamento (senza tirare in ballo nomi e partiti), emendamento nel quale si discuteva anche del "vero motivo" di questa limitazione alla detrazione delle spese sanitarie, ho scoperto che c'era una terza ragione, quella reale, per cui le menti del legislatore hanno deciso di non far più scaricare le spese sanitarie pagate in contanti.
Visto il mio grande disappunto nello scoprire questa macchinazione, volevo subito parlarne su questo blog, ma non avevo alcuna fonte certa su cui basarmi e avrei potuto scrivere una fandonia; finalmente però ho trovato le prove (il PDF è scaricabile dal sito senato.it):

Servizio Studi - Dossier n. 181/Sezione II
Legge di bilancio 2020 - Sezione II - Stati di previsione dei ministeri - A.S. 1586 ANNESSO

terzultimo paragrafo di pag. 57:
l’introduzione dell’obbligo di pagamento con strumenti tracciabili per la fruizione della detrazione del 19 per cento per le spese detraibili [...], con un incremento di gettito pari a 868 milioni nel 2021 ed a 496 milioni nel 2022

Tradotto, questo è quanto si è deciso in parlamento:

Siccome ci sarà per forza una parte di cittadini che paga in contanti anche con una legge che non li rende più fruibili in detrazione, ora che non possono più scaricare nulla noi guadagniamo perché loro pagheranno più tasse.

Ognuno se ne farà la propria opinione; per trasparenza, spiego perché, da esercente, non vedo di buon occhio i pagamenti con carta (anche se li accetto sempre cordialmente siccome è un vostro sacrosanto diritto utilizzarli):

  1. Il costo. Un costo ingiustificabile sotto ogni punto di vista. La banca ha sicuramente spese di gestione correlate al contante (macchinari e/o impiegati dedicati al versamento, trasporto, stoccaggio, ecc ecc), ma per il privato cittadino accettare pagamenti ed eseguire versamenti in contanti ha costo zero. Le commissioni che subisco invece sui pagamenti con carta sono dell'1% o più in base a varie condizioni (e io sono tra quelli fortunati, a sentire altri colleghi), per cui a fine anno ho una voce di spesa pari ad una piccola vacanza che serve a coprire l'incasso con mezzi tracciabili. La banca, d'altro canto, sostiene una spesa irrisoria per movimentare denaro elettronicamente.
  2. Il tempo. Quando incasso la parcella in contanti, il paziente estrae le banconote dal portafoglio e me le consegna, al massimo io devo estrarne altre di taglio inferiore per dare il resto. Finito. Quando incasso con carta devo:
    • accendere il dispositivo bluetooth
    • avviare l'app sullo smartphone
    • attendere che il dispositivo bluetooth finisca di avviarsi
    • attendere ancora
    • attendere giusto un tantinello di più
    • attendere che il dispositivo bluetooth finisca di collegarsi con l'app
    • digitare la cifra sull'app, attendere che il dispositivo bluetooth richieda il pagamento
    • inserire o posare la carta sul dispositivo bluetooth e attendere che quest'ultimo la processi e chieda il codice PIN
    • attendere che il paziente inserisca il codice PIN (oddio aspetti dottore il codice non era questo... devo tirare fuori il foglietto dal portafoglio, dov'è che l'avevo infilato, no questa è la combinazione dell'armadietto della palestra... no guardi è meglio se chiamo per l'aiutino a casa) o che apponga maldestramente la firma col polpastrello sullo schermo del mio smartphone
    • attendere che il pagamento venga processato online
    • attendere che l'app mi dia la conferma
  3. Gli imprevisti. Perché anche se non è frequente, capita che l'app o il dispositivo siano momentaneamente non funzionanti, soprattutto se l'app è programmata coi piedi (ma pare che questo sia ormai stato risolto). O che un pagamento venga per sbaglio accreditato due volte (che incubo solo ripensare allo strazio di farlo stornare dal servizio clienti giacché era troppo tardi per farlo in autonomia quando me ne sono accorto). O che la carta del paziente sia rotta in due e debba improvvisarmi MacGyver per farla funzionare. O che mi avvisino solo quando ormai ho emesso la ricevuta che l'intestatario della carta non è in realtà il paziente ma marito/moglie/genitore/figlio e quindi devo annullare la ricevuta e riemetterla con l'intestazione giusta.
  4. Non mi evita di versare il contante, siccome piccola o grande che sia la somma da trasferire sul mio conto, il viaggio in banca devo farlo comunque.
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Wed, 22 Jan 2020 22:07:00 +0100