Anni e anni di apparecchio, per ritrovarmi i denti peggiorati.

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Luana

Messaggio da Luana » 15 lug 2011, 22:22

Ho deciso di scrivere in questo forum, in quanto ho un urgente bisogno di consigli.

Cinque anni fa, esattamente all'età di 13 anni, ho effettuato un consulto odontoiatrico, a causa di due canini molto sporgenti, e della mia bocca poco sviluppata.
Lo studio dentistico del 'professionista' a cui mio padre ha ritenuto opportuno affidare il caso, mi è fin da subito apparso molto trasandato, e la strumentazione rudimentale. Mio padre è stato indirizzato lì da alcuni suoi colleghi, che lo reputavano come il miglior odontoiatra della città in cui vivo, quindi, fidandoci, mi sono sottoposta ad un controllo, seguito poi dall'inserimento nella mia bocca di un apparecchio fisso su entrambe le arcate dentarie, alla cifra di € 4.000.
In questi anni ho avuto lievissimi miglioramenti, e moltissimi problemi. A farmi insospettire è stato il fatto che lui non facesse MAI nessuna modifica al mio apparecchio, se non in casi estremi: ogni qualvolta mi si staccava il filo di ferro. Molti dei miei denti sono rimasti per mesi, per non dire anni, senza elastici o fascette di ferro.
Nei casi i cui io o mio padre chiedevamo spegazioni, lui rispondeva dicendo che il lavoro era lungo, che la natura deve fare il suo corso, che stavamo mettendo in discussione il suo modo di operare.
Quest'anno, è saltato fuori un nuovo problema: un dente da latte di cui il dentista sapeva l'esistenza grazie alla prima lastra fatta, ma di cui non si è mai curato, in quanto stesse aspettando che cadesse solo. Unico problema: il dente definitivo, era messo sul fianco, non avrebbe MAI E POI MAI fatto pressione su quello da latte.
Per questo motivo, nel dicembre 2010, ho fatto DA UN ALTRO DENTISTA (suo genero) un'operazione per rimuovere il dente da latte e agganciare quello definitivo, per stimolargli la crescita. Sempre a mie spese.
Dopo mesi e mesi, non ho avuto alcun riscontro positivo. Il mio apparecchio è in condizioni a dir poco pietose, e i denti tendono ad ingiallirsi a causa di un acido che il mio odontoiatra chiama 'protezione', che occupa quasi tutto il dente, e sulla quale sono attaccate le fascette di ferro.
Oggi (fortunatamente direi) mi si è staccato un pezzo di apparecchio, mangiando una caramellina gommosa. Non trovandomi nella regione in cui abito, senza consultare telefonicamente il mio odontoiatra, sono andata da un altro professionista per un controllo.
Un disastro. E' rimasto letteralmente esterrefatto dalle condizioni della mia protesi, dai materiali utilizzati, e dai danni che hanno provocato ai miei denti: carie nascoste, gengive gonfie ed irritabili, denti da devitalizzare.
Mi ha assolutamente consigliato di cambiare dentista, di aprire una causa contro il mio vecchio odontoiatra. E di iniziare un nuovo lavoro che mi costerà almeno il doppio di quello che ho già speso, cosa per la mia famiglia IMPOSSIBILE.
Però, come si sa, le pratiche tramite avvocato sono lunghe e molto costose, ed io non so proprio cosa fare.
Il mio attuale odontoiatra non sa ancora niente, non vorrei fare mosse azzardate e poco sagge.

Cosa mi consigliate? Sono davvero disperata, dopo tanti anni di lavoro, sofferenza, e soldi spesi, mi ritrovo con dei denti pessimi, e forse senza speranza di essere risanati.

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Mauro Savone
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Messaggio da Mauro Savone » 16 lug 2011, 16:40

Cara Luana
capisco perfettamente il "dramma umano" che devi vivere in questo momento, e non ho nulla da ridire sui giudizi che dai, siccome una buona metà del "successo" di un medico consiste nel guadagnare la fiducia del paziente (l'altra metà è quella di ottenere i risultati ricercati), e se esprimi un giudizio così povero del collega, evidentemente non è riuscito a ispirare in te la tranquillità che è necessaria a portare avanti un trattamento.
D'altronde non posso pronunciarmi in nessun modo sull'aspetto "tecnico", non ti ho mai visitata.
Solo un consiglio posso darti in tutta simpatia: per quanto, per assurdo o a ragione, sia stato inadempiente un medico nello svolgere il suo lavoro, nessun altro medico che possa definirsi "corretto" e "onesto" si esprimerebbe nei termini in cui si è espresso il secondo collega che ti ha valutata. In altre parole, suggerire di cambiare dentista e di sporgere denuncia è, a mio avviso, un comportamento quantomeno triviale.
Ci sono molti altri modi di far capire ad una persona che non è stata "seguita correttamente", senza doverla aizzare ad assumere un avvocato.
La prima cosa da fare è rivolgerti al tuo stesso dentista, in maniera decisa ed eventualmente anche polemica, ma cercando di risolvere i problemi alla sorgente, pretendendo, se ritieni di aver ragione, un rimborso, o una integrazione della terapia senza alcuna spesa aggiuntiva, e così via. Se non dovessi essere assolutamente soddisfatta, alla puoi anche iniziare a pensare di seguire altre linee di azione, ma meglio tentare amichevolmente prima di dissotterrare l'ascia di guerra.
Un sincero in bocca al lupo!

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Anna_
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Re: Anni e anni di apparecchio, per ritrovarmi i denti peggiorati.

Messaggio da Anna_ » 8 mag 2017, 17:38

Gentile dottore,
mi riallaccio a questa vecchia discussione per chiederle un parere medico-legale oltre che clinico.
Circa un anno fa ho sostituito con un impianto due dentini da latte (gli incisivi inferiori) che - a causa di un'agenesia dentale - non avevano il permanente corrispondente.
Qualche giorno fa - facendo una banale visita di controllo presso un altro odontoiatra (nel frattempo ho cambiato quartiere) - in corrispondenza dell'impianto mi è stata diagnosticata una perimplantite in fase iniziale ascrivibile ad una protesi incongrua. Nello specifico, l'impianto dentale (realizzato su una sola vite sulla quale è inserita la corona con entrambi gli elementi mancanti) risulta comprensivo di una gengiva "finta" in ceramica (perdoni il termine incongruo) atta a coprire la gengiva sottostante, che era particolarmente sottile in quell'area della bocca e lasciava intravedere in translucenza il colore scuro della vite inserita. A detta dell'odontoiatra la presenza della "finta" gengiva mi ha impedito in questi mesi - non per mia negligenza - di pulire accuratamente la zona con conseguente accumulo di placca e tartaro e successiva infiammazione. Mi ha prospettato di eliminare la protesi, fare una levigatura radicolare intorno alla vite (nella speranza che l'infezione in atto si riassorba) e realizzare una nuova protesi più congrua non inclusiva della gengiva (mi ha anche detto che se la vite in translucenza risultasse un po' antiestetica si potrebbe intervenire in un secondo momento esclusivamente sui tessuti). Il preventivo propostomi (che comunque ho già accettato vista la possibilità che la situazione degeneri) risulta circa del 30% inferiore a quello precedente (parliamo comunque di una cifra considerevole).
Ciò premesso, oltre ad un parere clinico (che mi rendo conto sia quantomeno difficile senza visita!) le sarei grata se potesse darmi un consiglio del tutto disinteressato su come muovermi dal punto di vista più strettamente legale. Premetto che non ho intenzione di rivolgermi ad un avvocato (rischierei di perdere ulteriori soldi), però mi chiedevo se si potesse quantomeno tentare un approccio più "morbido" discutendone con il "vecchio" odontoiatra in maniera del tutto informale e sperando in un eventuale rimborso che possa almeno in parte coprire i costi delle nuove cure.
La ringrazio anticipatamente per la risposta che potrà fornirmi e le auguro un buon lavoro.
Anna

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Mauro Savone
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Re: Anni e anni di apparecchio, per ritrovarmi i denti peggiorati.

Messaggio da Mauro Savone » 10 mag 2017, 10:07

Apprezzo l'atteggiamento ragionevole che dimostri, nota non comune. Rivolgersi al collega che ha eseguito il lavoro è sicuramente la scelta più giusta sotto numerosi punti di vista, primo tra tutti ascoltare il suo parere, che da autore del lavoro, è forse quello, se non meno interessato (tutti sono virtualmente "interessati" in un modo o nell'altro), se non altro più informato.
Giudicare qualcosa col senno di poi è sempre facile, se mi son spiegato.
E' possibile addirittura che lui stesso possa proporti di reintervenire sul caso nel suo studio, senza chiedere compensi aggiuntivi, o comunque con una piccola differenza, e chiaramente con l'interesse di avere un risultato adeguato nel tempo, siccome si esporrebbe per la seconda volta.
La gengiva finta (si chiama proprio così) non è affatto di per sé problematica, ma un ausilio protesico valido laddove indicato; indipendentemente dal colore della ceramica, è importante il suo profilo di emergenza, e se questo era a "sella" sulla gengiva effettivamente poteva impedirti di pulire correttamente, facilitando l'accumulo di placca; in tal caso il medico avvisa il paziente del problema, e magari lo invita a farsi seguire nel tempo per pulire professionalmente l'interfaccia con la gengiva, cosa che dal tuo racconto potrebbe non essere successa. Ad ogni modo, suggerisco di essere cordiale ma molto decisa e chiara nelle tue richieste, e valutare come comportarti in base alla risposta che ricevi.

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Re: Anni e anni di apparecchio, per ritrovarmi i denti peggiorati.

Messaggio da Anna_ » 10 mag 2017, 12:02

Gentile dottore, desidero in primis ringraziarla per la celere risposta.
Ha capito perfettamente il problema, la protesi è "a sella" e favorisce l'accumulo di cibo al suo interno. In verità fin dai primi giorni notai che facendo spinta con la lingua contro l'impianto fuoriusciva qualche residuo alimentare da sotto la finta gengiva. Sul momento non diedi peso alla cosa e cominciai a passare il filo interdentale sotto la protesi (che a questo punto deduco fosse in grado di pulire la superficie gengivale ma non la "volta" sottostante alla protesi stessa). Dopo circa 3-4 mesi, durante una seduta di igiene orale, segnalai il problema sia al dentista che aveva realizzato l'impianto che all'igienista dentale, ma entrambi ritennero che fosse sufficiente la pulizia domiciliare con il filo interdentale né ricordo che in sede di igiene orale sia stata adottata una particolare procedura di pulizia dell'impianto rispetto agli altri denti (l'igiene comunque durò non più di 10 minuti, cosa che mi lasciò piuttosto perplessa). Nei mesi successivi non mi preoccupai più del mio impianto, anche perché non mi capitò di avere nessun tipo di dolore o fastidio e ad oggi riesco perfettamente a mordere tutti i tipi di cibo.
Sicuramente nei prossimi giorni fisserò un colloquio con il mio vecchio dentista, più che altro per sentire che ne pensa (anche perché, come lei stesso ha scritto, è sicuramente la persona più informata in tal senso), però se mi proponesse di reintervenire nel suo studio le confesso che avrei qualche perplessità e un discreto timore, perché la fiducia che nutrivo in passato è un po' vacillata.
Al di là di ciò (scusi se mi sono dilungata un po'!) e a prescindere dal professionista che eseguirà la levigatura radicolare, secondo lei ci sono buone possibilità che l'infezione regredisca e non arrivi a perdere la vite? Quanto tempo sarà necessario attendere prima di procedere a realizzare la nuova corona? Il dentista che ha diagnosticato il problema in realtà mi ha un po' spaventata perché sostiene che la perimplantite avanza ad un ritmo molto più veloce di quanto faccia la parodontite (la protesi comunque è in sede da circa 10 mesi).
Un'ultima domanda (giuro l'ultima!): come è possibile cheio non abbia alcun tipo di fastidio o dolore?
La ringrazio ancora per il suo interessamento :D

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Mauro Savone
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Re: Anni e anni di apparecchio, per ritrovarmi i denti peggiorati.

Messaggio da Mauro Savone » 11 mag 2017, 19:45

Non esiste un consenso scientifico definitivo su quello che riguarda le perimplantiti, se non che succedono, e quando succedono son guai... non è stata trovata LA terapia migliore in assoluto e quasi sempre efficace, né si può anticipare a priori la progressione più o meno rapida della stessa, e quindi dare risposte circostanziate, per quanto capisco siano desiderate, non è proprio possibile. Tutto ciò che riguarda la perimplantite è un vespaio generatosi molto recentemente e quindi non esistono ancora studi di lungo termine, ricerche robuste, e metodi di intervento affidabili.
Se pensi che la normale piorrea spesso non dà alcun dolore se non quando il dente balla così tanto da fare male masticandoci sopra, immagina che un impianto è una vite di metallo incastonata nell'osso, e nessuna delle due cose possiede terminazioni nervose... l'intero processo si sviluppa cronicamente in modo lento e costante, e non c'è nulla che dia sintomi, come ahimé succede per tanti altri problemi nella bocca, per questo è di importanza fondamentale tenersi sotto controllo.

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Re: Anni e anni di apparecchio, per ritrovarmi i denti peggiorati.

Messaggio da Anna_ » 12 mag 2017, 12:02

Grazie mille, è stato davvero molto chiaro!
Buon lavoro
Anna

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