Studio Dentistico Mauro Savone Via Nettunense 226, Cecchina (Roma)

L'ortopanoramica fatta dal dentista deve essere gratuita?

il blog di un dentista

Di recente ho installato un ortopantomografo, cioè quel macchinario grosso così, e che costa un sacco di soldi (con la stessa cifra avrei potuto comprare un'utilitaria) che serve a fare le lastre panoramiche.

Finora ho sempre chiesto ai pazienti di portarmi una ortopanoramica che avrebbero dovuto fare esternamente, e questo significava per il paziente organizzarsi, prendere appuntamento, spostarsi fisicamente per farla, e ritardare l'appuntamento con me in attesa di averla pronta, o, peggio, se avevano già eseguito la terapia, tornare una seconda volta nel mio studio appositamente per mostrarmela (facendo quindi tre viaggi in luogo di uno solo, se avessi potuto fare la panoramica direttamente in studio).

Per non parlare delle estrazioni in urgenza, col paziente che non ragiona più dal dolore, e al quale è impossibile dire:

- Per ora prenda l'antibiotico, e ci vediamo quando avrà fatto la panoramica

così come non ci si può neanche accontentare di una lastrina endorale, che quasi sempre è impossibile da eseguire per oggettiva impossibilità di arrivare con la pellicola direttamente sul dente dolorante.

Soprattutto di recente questo ha iniziato a pesarmi, ma d'altronde ero perfettamente conscio della spesa notevole a cui sarei andato incontro per l'acquisto di un ortopantomografo... finché non mi sono posto la scadenza mentale del nuovo anno per farmi questo "regalo".

Alcune persone vicine mi hanno scoraggiato, anticipandomi che la spesa era troppo elevata per rientrare in tempi utili dell'investimento; per contro, praticamente tutti i dentisti con cui ho parlato mi hanno invece rassicurato che sarebbe stato un investimento utile, non foss'altro per il ritorno di immagine di avere uno studio più "completo", e la comodità di vedere subito una lastra per la quale altrimenti bisogna aspettare che il paziente trovi il tempo di farla altrove (e di alcuni pazienti con anzianità di qualche anno ancora non sono riuscito a vederla, la panoramica, siccome non hanno mai modo di andare a farla).

D'accordo, investimento di marketing e comodità clinica.

Ma si tratta sempre di una grande spesa, e non bastano marketing e comodità per giustificarla... e neppure il mantra per cui è nei periodi di crisi che bisogna investire. In fondo che investimento è, se non comporta un rientro?

E' per questo che ho deciso di chiedere un compenso per la panoramica che è lo stesso medesimo che il paziente pagherebbe esternamente: si risparmia comunque tempo e carburante, e si ha il notevole vantaggio di valutare immediatamente la situazione clinica.

La spesa rientrerà tra diversi anni, e nel frattempo potrò comunque avvantaggiarmi del nuovo macchinario, con cui posso eseguire anche lastre sezionali delle arcate e stratigrafie delle articolazioni temporo-mandibolari.

Ma a questo punto si pone il problema di confrontarsi con quegli studi che fanno l'ortopanoramica gratuita: perché loro sì ed io no?

La risposta è semplice: io ho un diverso modello organizzativo.

Piuttosto che regalare la pulizia (da 15 minuti di orologio) e la panoramica (che comunque non viene consegnata al paziente, perché "ad uso inteno"), con l'obiettivo di salutare il paziente mentre nell'altra mano si stringe un contratto di finanziamento firmato, per un lavoro che magari va oltre le reali necessità della persona, e con un preventivo che forse è più caro di quanto sarebbe la mia parcella per lo stesso trattamento, io invece decido di non avere conflitti di interessi (come per forza di cose ci sono nell'esempio precedente), e chiedo il giusto compenso per ogni servizio che offro, senza quindi avere mancati introiti che inevitabilmente sentirei il bisogno di recuperare con le terapie successive.

Concludendo, le ortopanoramiche che eseguo diventano di proprietà del paziente, che può farne l'uso che preferisce. Anche perché una volta eseguita una radiografia, a pagamento o gratuita che sia, il paziente ha il diritto legale di vedersela consegnata, siccome viene esposto a delle radiazioni ionizzanti, e non può essere costretto a sottoporvisi di nuovo solo per rieseguire una lastra altrove.

Questo naturalmente non viene detto dove l'ortopanoramica è offerta gratuitamente, altrimenti tutti andrebbero nello studio Vattelapescadent con la scusa di fare una visita, e uscirebbero con una lastra gratis che poi possono portare altrove.

Il vostro dentista quanto fa pagare la panoramica?

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gravatar di Mauro Mauro
21 Sep 2018, 17:08
Grazie omonimo per il tuo interesse e per aver deciso di fornire informazioni più approfondite nei commenti a questo articolo, arricchendone il valore.
Nel nostro paese il morboso attaccamento ad un enorme ventaglio di norme che quando non sono ridondanti o sciocche, risultano a volte sia incomplete che contraddittorie, fa sì che spesso si sia costretti a interpretare ancor prima di ottemperare.
Sono a conoscenza delle disquisizioni in merito (nelle quali non può non pesare un certo conflitto di interessi di tutte le parti chiamate in causa), così come sono consapevole che solo un medico specialista in radiologia può produrre il referto di un esame radiologico, nonostante troppo frequentemente tali referti si concludano con un "si rimanda allo specialista odontostomatologo per le valutazioni di merito" et similia; quando tale referto è affatto presente, perché volentieri manca; la chiave di lettura del tuo intervento gira attorno a quell'unico elemento certo: "assenza di specifici riferimenti alla impossibilità di consegnare iconografie radiologiche".
Dipende a questo punto da cosa ha la precedenza: l'applicazione di una -presumibile ma non effettiva- limitazione (a che pro?), o l'esaudimento di un diritto certo, qual è quello del paziente che si è sottoposto a radiazioni ionizzanti, e che è proprietario unico del corpo parte del quale è stata indagata dall'esame radiografico; avendo egli diritto di visionare la -sua- radiografia quando vuole (e non potendo impedirgli, per fare uno sciocco esempio, di scattare una fotografia col suo telefono mentre è visualizzata sul mio schermo) il ragionevole passaggio successivo è potergliela consegnare. Così come è ragionevole che io, non per aver eseguito un esame diagnostico di per sé (esclusivo appannaggio del medico radiologo), ma per aver investito nell'attrezzatura specialistica, ed aver dedicato il tempo necessario a eseguire l'esame (che non è diagnostico... torniamo al nocciolo del primo paragrafo) chieda una parcella.
gravatar di Mauro Serio Mauro Serio
21 Sep 2018, 16:25
Gli esami diagnostici possono essere consegnati al paziente solo in presenza di un referto che risponde al quesito diagnostico. Un esame non si può considerare “esame diagnostico” in assenza di un referto.

L'esame svolto in regime di complementarieta' all'attivita' di odontoiatra, approda a cio' che viene usualmente definita "diagnosi operativa", ovvero un complesso di indicazioni utili al compimento dell'azione clinica o chirurgica o terapeutica (vedi art. 3 paragrafo a del Decreto 14 febbraio 1997), fini a quell'unico scopo. Se un odontoiatra eseguisse un esame diagnostico, quindi completo di referto, compirebbe il reato esercizio abusivo della professione di medico radiologo (vedi art. 3 paragrafo b del Decreto 14 febbraio 1997).

Quindi, pur in assenza di specifici riferimenti alla impossibilita' di consegnare iconografie radiologiche ai pazienti odontoiatrici da parte del medico odontoiatra, dall'obbligo di integrare l'esame diagnostico con il proprio referto, non si puo' che evincere che gli esami eseguiti con il fine di far utilizzare al medico curante le informazioni ricavate come diagnosi operativa, non potendo essere refertate, non sono da considerarsi un esame diagnostico, e non possono essere consegnate. I risultati dell’esame, compresa l’intera iconografia, rimangono comunque in archivio, a tempo indeterminato, a disposizione del paziente e di ogni collega medico che richieda di averli in visione.
gravatar di Mauro Mauro
16 Apr 2016, 11:54
Non sono in grado di darti riferimenti normativi, quindi dovrai cercarli autonomamente, oppure fidarti di ciò che ti dico, tuttavia per il principio di giustificazione, secondo cui non si dovrebbe sottoporre nessuno a dei raggi X se non quando utile ed indispensabile, se il paziente ha già eseguito altrove una radiografia (esempio: in altro studio poco tempo prima) non può venire sottoposto a un'altra esposizione, con ulteriore assorbimento di radiazioni, ma ha diritto a vedersi consegnata quella già eseguita, che sia stata pagata o meno. Riassumento, per il solo fatto che il paziente si è sottoposto all'esposizione a raggi X, ha il diritto di ricevere una copia dell'immagine prodotta dall'esame radiografico, valendo questo per endorali, ortopanoramiche o cbct.
Tale diritto, quando non riconosciuto spontaneamente, può venire "forzato"; naturalmente i centri che non fanno pagare la panoramica non hanno alcun interesse a consegnarla al paziente in modo che possa sfruttarla per eseguire visite presso altri professionisti.
Ad ogni modo, un dentista può eseguire esami radiologici pertinenti il cavo orale (purché siano contestuali, integrati e indilazionabili - quest'ultima definizione molto soggetta alle interpretazioni), ma non può assolutamente refertarli, essendo questo esclusivo appannaggio di un radiologo.
gravatar di Domenico M. Domenico M.
16 Apr 2016, 01:41
Salve dott. Savone. Sono uno studente di medicina e chirurgia al 2° anno di corso.
Mi incuriosisce lo spunto da lei offerto sulla "proprietà" dell'esame radiografico effettuato sul paziente. Che lei sappia, dal punto di vista strettamente legale, questa proprietà di chi è? Una clinica privata (diciamo dentale per attinenza al suo post) può rifiutare di rilasciare ad un paziente il referto e/o le immagini prodotte che lo riguardano? Ho cercato su Google ma non ho trovato nulla. Le sarei molto grato se potesse darmi una veloce delucidazione! :)
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