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Dentista, anestesia, curare carie e gengivite in gravidanza e allattamento

Ultima modifica: 9 mag 2011, 21:25

dentista e allattamentoUna buona percentuale delle future mamme, o delle mamme che allattano, hanno problemi simili, quando si tratta di denti: grandi carie in cui si blocca il cibo, e che causano alito cattivo, oltre a forte dolore, e gengive che sanguinano quando si spazzolano i denti; allo stesso modo, hanno in comune anche il timore di recarsi dal dentista, perché pensano che l'anestesia, in questi casi necessaria, possa essere dannosa per il feto, o per il bambino che allattano al seno; una diffusa leggenda popolare poi, vuole che ad ogni gravidanza si debba perdere un dente, sacrificato per fornire calcio al nascituro, e questa convinzione a volte spinge a rassegnarsi all'idea di dover soffrire per il tempo della gestazione, fin quando dopo il parto si provvederà alle estrazioni.

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Fa male curare i denti in gravidanza?

Senz'altro in gravidanza è consigliabile far curare i denti che danno problemi, in linea di massima non ci sono controindicazioni ai trattamenti odontoiatrici per le donne incinta, né tantomeno per coloro che allattano al seno; l'unica procedura sconsigliata, per ragioni preventive, è di effettuare radiografie e lastre in genere durante la gravidanza, siccome le radiazioni potrebbero essere un rischio per le cellule del bambino, che sono in rapida moltiplicazione, e quindi più suscettibili alle radiazioni ionizzanti (ma non ci sono problemi durante l'allattamento); diciamo che, soprattutto dopo il terzo mese di gestazione, non ci sono praticamente rischi ad effettuare i normali lavori dal dentista, l'anestesia ad esempio è una somministrazione locale, non si immettono in circolo sostanze pericolose per il bambino, proprio perché l'anestetico, nella sua forma attiva, rimane nella zona dell' iniezione, e solo in parte trascurabile passa in circolo, e alla fine viene comunque disattivato ed espulso da fegato e reni. Al massimo, se si tratta di casi particolarmente complessi, che richiedono radiografie o procedure normalmente lunghe, verrà effettuato un intervento provvisorio per eliminare il dolore e l'infezione-infiammazione dal dente, in attesa del parto per poter terminare le cure.

Anestesia e allattamento

Per l'allattamento l'anestesia è innocua: la molecola dell'anestetico, così come ogni altra molecola, è in grado di passare dall'area di iniezione al sangue, e dal sangue agli altri liquidi corporei, ma in ognuno di questi passaggi la sua concentrazione si riduce in misura così importante (per processi di filtraggio e metabolismo), che la quantità di anestetico effettivamente presente nel latte materno è così piccola da essere trascurabile per il bambino; se in ogni caso si vogliono adottare maggiori precauzioni, è possibile prelevare col tiralatte, prima dell'intervento, una quantità di latte sufficiente al piccolo per la mezza giornata successiva, e somministrare quello nelle ore successive all'anestesia, scartando il latte prodotto nel frattempo.

Prove scientifiche sulle cure dentali in gravidanza

Le conclusioni di tipo clinico e fisiologico che ho appena spiegato, cioè basate su quella che è la conoscenza del funzionamento dell'organismo, sono state di recente confermate da una ricerca scientifica condotta dal professor Michalowicz presso l'Università del Minnesota, e quindi basata sulla popolazione americana (perlopiù ispanica e nera); riassumendo, sono stati confrontati gli esiti sfavorevoli di gravidanza tra due grandi gruppi di donne incinte (circa 400 per ogni gruppo): nel primo gruppo tutti gli interventi orali necessari sono stati rimandati a dopo il parto, mentre nel secondo gruppo sono state effettuate tutte le prestazioni odontoiatriche durante la gravidanza (in particolare pulizie dei denti, otturazioni, cure di ascessi con anestesia, antibiotici e antidolorifici); ebbene, il risultato è stato una uguale frequenza di interruzioni premature tra il primo ed il secondo gruppo, ad indicare che le terapie odontoiatriche non hanno avuto alcun effetto negativo sulla gravidanza delle donne prese in esame. Si tratta naturalmente di un campione non grandissimo, ovvero di centinaia e non migliaia di donne, tuttavia è un primo risultato. Alcune indagini statistiche hanno rilevato che i dentisti (almeno quelli statunitensi) quando tendono a posticipare le terapie fino a dopo il parto, lo fanno, oltre che per timori ingiustificati riguardanti il possibile effetto negativo di alcuni farmaci, anche perché vogliono evitare che, in caso di aborto, possano essere ingiustamente accusati di esserne stata la causa; è logico pensare che anche in Italia succeda una cosa simile, cioè che i dentisti si rifiutano di curare donne incinte per evitare qualunque minima responsabilità, anche se forse sanno che non ci sono problemi reali, e questo purtroppo è facilitato dalla "sindrome da indennizzo" molto diffusa nei confronti dei medici in generale.

La parodontite mette a rischio la gravidanza

Trascurare la salute orale durante la gravidanza può essere a tutti gli effetti dannoso per il bambino, infatti esiste una correlazione verificata sperimentalmente (sin dal 1996, confermata più volte in studi successivi) tra la malattia parodontale nella donna incinta, ed il parto pretermine, ovvero il parto precedente alla 37ma settimana, una delle maggiori cause di mortalità infantile; naturalmente al bando gli allarmismi, non si tratta di una conseguenza matematica, comunque ciò che sembra certo è che la malattia parodontale aumenti la probabilità che un simile evento possa verificarsi; il meccanismo potrebbe essere tanto dovuto ad una veicolazione batterica fino all'utero, quanto ad una "sensibilizzazione infiammatoria" sistemica che coinvolge anche la cavità uterina, oppure ad una combinazione di entrambi i fattori.
In un recente caso pubblicato sulla rivista Obstetrics&Gynecology, osservato all'Università di Cleveland, veniva rilevata morte intrauterina alla trentanovesima settimana, a causa di una infezione di stomaco e polmoni del feto da parte di Fusobacterium nucleatum, un batterio rinvenuto solo nella placca sottogengivale della madre, e che quindi per un deficit immunitario temporaneo era passato al sangue della madre prima, e poi attraverso la placenta fino nell'utero.

Non si perde un dente ad ogni gravidanza

Per quanto riguarda la credenza per cui "si perde un dente ad ogni figlio", si tratta esclusivamente di leggende popolari. Non è assolutamente vero che il calcio dei denti viene usato nella gravidanza, i denti infatti sono sistemi chiusi per quanto riguarda il metabolismo minerale, ed una volta che si formano e erompono dalla gengiva, rimanono isolati dal ricircolo del calcio, ed anche in caso di carenze non vengono "toccati", infatti è lo scheletro che funziona come deposito di calcio nell'organismo, ma non i denti.

Perché in gravidanza si rovinano i denti

La realtà scientifica che sta dietro alle "carie da gravidanza" è un'altra, ed i denti ne risentono indirettamente: nella gravidanza avvengono alterazioni fisiologiche che sono utili alla nascita del bambino, ma che facilitano il danneggiamento dei denti se questi non vengono correttamente spazzolati a casa, e regolarmente puliti dal dentista. In primo luogo, aumenta l'elasticità dei tessuti connettivi in tutto il corpo (durante il parto il canale vaginale si espande tantissimo, e anche i legamenti del bacino devono essere molto più "morbidi"), e questo rende le gengive molto più delicate, per questo basta una minima infiammazione per farle sanguinare e per sentire dolore allo spazzolamento; questo spinge la futura mamma a lavare di meno i denti a causa del dolore, così si accumula più placca, quindi continuano ad aumentare il sanguinamento ed il dolore, creandosi così un circolo vizioso. Inoltre, normalmente nel solco tra la gengiva ed il dente viene rilasciato un liquido che si chiama "fluido crevicolare", praticamente un filtraggio del liquido extracellulare, che può contenere anche sostanze nutritive per i batteri; in gravidanza, anche a causa della elasticità del connettivo, il fluido crevicolare è abbondante, e facilita molto la moltiplicazione dei batteri, che trovano un ambiente a loro più accogliente: altro fattore questo che fa aumentare la placca, ed anche il rischio di carie e gengiviti.
Insomma, secondo la credenza popolare non si dovrebbero curare i denti in gravidanza e sarebbe normale soffrire di gengivite e carie; forse però è meglio non credere alla credenza, e impegnarsi a mantenere i propri denti in salute, per migliorare la propria qualità di vita, ed anche quella del bambino che si sta aspettando.

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